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Punto e virgola. Minniti, Renzi, la Ue e il post – voto

Il ministro dell’Interno a Scalfari: “Gli ho suggerito di non andare al governo”. Intanto, si aprono inediti scenari europei

di LabParlamento

“Un altro suggerimento che gli ho dato è di non andare al governo”: così il ministro dell’Interno Marco Minniti, a diciassette giorni dal voto, in un’intervista ad Eugenio Scalfari su Repubblica, commenta i suggerimenti dati a Matteo Renzi nelle ultime settimane. Ed aggiunge: “Gentiloni deve continuare come governo di ordinaria amministrazione perché questa è l’intenzione del nostro presidente della Repubblica. Questo rinvio può durare sei mesi, otto mesi, un anno ma poi bisognerà indire ovviamente nuove elezioni. È possibile che Gentiloni venga rieletto non più per un governo di ordinaria amministrazione ma per un vero e nuovo incarico, ma avrà sicuramente anche altri concorrenti e non è escluso che abbiano la meglio. In teoria tra questi ci può benissimo essere anche Renzi ma suppongo che non lo farà”.

Minniti prosegue sottolineando come Renzi in Europa possa farsi “sentire moltissimo”, aggiungendo come “Tra l’altro il Partito socialista europeo è in decadenza ma continua ad essere fondamentale tra le forze politiche rappresentate nell’Europa attuale e noi non solo aderiamo a quel partito ma ne siamo la maggiore forza. Questo è un elemento che rende ancora più importante la presenza europea del leader socialdemocratico”.

E proprio su questo fronte, la testata di Bruxelles “Politico”, parla dell’eventuale costituzione di un nuovo gruppo parlamentare europeo, centrista, guidato dal Movimento En Marche del presidente francese Emmanuel Macron, all’interno del quale confluirebbero i liberal democratici spagnoli Ciudadanos, al quale Renzi potrebbe avvicinarsi dopo il 4 marzo, con alcuni europarlamentari renziani. “Politico” prosegue delineando uno scenario nel quale Renzi potrebbe essere il candidato alla presidenza della Commissione europea nel 2019 di questo nuovo soggetto politico.

Tornando all’intervista del ministro dell’Interno, questi interviene anche sulle candidature, evidenziando: “Gli ho sempre suggerito di non limitarsi a mettere nella lista dei candidati i suoi fedelissimi. Dovrebbe dare spazio a tutti, anche a quelli che lo criticano all’interno del partito perché hanno anch’essi il diritto di essere rappresentati in Parlamento”.

E sulle alleanze post voto, a proposito di eventuali grandi alleanze con Berlusconi: “Forse lo vorrebbe ma Renzi non si alleerà mai con Berlusconi. Semmai pensa che Berlusconi avrà verso il Partito democratico un comportamento neutrale. È possibile che questo avvenga ma certo non di più”.

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