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Cassa integrazione, crollo delle ore richieste. L’analisi di LabParlamento sul report dell’Inps

Crollo delle ore della Cassa integrazione: in un anno diminuite di oltre il 27%, frutto di un piccolo balzo dell’occupazione ma anche degli effetti della riforma, che limita notevolmente il suo ricorso. Su LabParlamento l’analisi del report sulla CIG dell’Inps

di Marco Mancini

Anche nel mese di giugno le ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate sono diminuite rispetto al mese precedente, così come reso noto dall’INPS nel report mensile “Cassa Integrazione Guadagni e Disoccupazione”. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, il monte ore richiesto è sceso ad un totale di 19,5 milioni, con una variazione tendenziale del -27.6%; a giugno 2017 le ore autorizzate erano state 27 milioni. In particolare, le ore autorizzate a giugno riguardano 9,8 milioni per la Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO), 9,6 milioni per la Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) e 0,1 milioni per la Cassa Integrazione in Deroga (CIGD).

Come di consueto, il report di giugno consente di confrontare i dati del primo semestre dell’anno con quelli del precedente permettendo poi di prevedere l’andamento per il prossimo semestre. Una analisi, questa, resasi recentemente più complessa a causa delle modifiche introdotte dalla riforma sulla Cig. Per poter confrontare i dati degli ultimi 3 anni con gli anni precedenti, quindi, bisogna tener conto delle modifiche introdotte dal d. lgs. 148/2015.

L’intervento del legislatore infatti ha modificato in modo profondo la disciplina della Cassa Integrazione Guadagni, introducendo da una parte un nuovo concetto di unità produttiva – incidendo così sui potenziali beneficiari e modificando di fatto il campione statistico su cui l’INPS effettua le rilevazioni – e, in secondo luogo, imponendo un tetto massimo di 24 mesi complessivi nel quinquennio mobile, ossia quel periodo di 5 anni calcolato a ritroso dall’ultimo giorno di utilizzo di eventuali benefici di integrazione salariale, già precedentemente autorizzati. A partire dal 1 gennaio 2016, inoltre, la Cassa Integrazione non può più essere autorizzata in caso di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda.

Nel primo semestre del 2018 il totale delle ore autorizzato ammonta a 125 milioni, ossia poco più della metà del totale delle ore richieste nel 2008 (228 milioni), l’ultimo anno pre-crisi; numeri lontani anni luce dal picco del 2010, in cui vennero autorizzate ben 1 miliardo e 200 milioni di ore. Se poi si aggiungono i dati relativi al confronto tra le ore autorizzate per ogni anno negli ultimi 3 anni e le ore utilizzate da gennaio ad aprile di ogni anno si può verificare come il trend sul ricorso alla Cassa Integrazione sia ormai in costante decrescita: 44,3% nel 2016, 39,6% nel 2017 e 29,97% nel 2018. A fronte, poi, di una variazione di -34,37% di ore autorizzate tra i semestri iniziali 2017-2018 la variazione più consistente riguarda la Cassa Integrazione Straordinaria (-36,02%), la quale, essendo rivolta ad aziende in fase di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione, è sempre stata considerata l’anticamera dei licenziamenti.

La variazione della Cassa Integrazione in Deroga intercorsa tra i due semestri, invece, ammonta ad un -89,26%; dato che va letto alla luce del graduale esaurimento e superamento delle autorizzazioni in deroga a partire dal 2014, a vantaggio dei Fondi di solidarietà introdotti nel 2015.

Se si considerano, infine, i dati aggregati per area geografica, tra i due semestri iniziali del 2017 e 2018, la diminuzione più consistente si può rilevare nel mezzogiorno (-43,89%) – con una riduzione del 62,49% nella sola Puglia (-5.77% CIGO e -70.68% CIGS)- e nel nord est (-41.99%).