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Finestra politica. Sottogoverno: c’è l’intesa. Migranti: Italia sotto accusa

Di Maio: “Mi tengo la delega Tlc”. Aquarius: Madrid e Parigi all’attacco. Domani Salvini in Senato e Conte, forse, va in missione

Di LabParlamento

Anche oggi giornata convulsa. Proseguono infatti le polemiche sul caso Aquarius, con l’Italia accusata apertamente di “cinismo” e repliche piccate. Sul fronte interno, c’è l’accordo sulle nomine di sottosegretari e viceministri: il Consiglio dei ministri si riunirà infatti stasera alle 20,30. Mentre la settimana prossima si apre ufficialmente il confronto sul Def.

Sulle nomine “abbiamo chiuso“, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, aggiungendo che, sui tempi, “dipende solo dalle interlocuzioni che abbiamo in corso”. L’intesa prevedrebbe 8  viceministri e 35 sottosegretari. La crisi della Tim “ci fa capire perché è importante che Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico lavorino all’unisono. Così come è importante la delega alle telecomunicazioni, che ho deciso di tenere”, ha detto ancora Di Maio. La nomina del cosiddetto sottogoverno sblocca anche la composizione delle commissioni parlamentari, attese quindi per la prossima settimana.

In particolare, a questo riguardo va segnalata la decisione del presidente del Senato, Alberti Casellati, che ha fissato il termine di lunedì prossimo alle 20, per la designazione dei componenti delle Commissioni da parte dei gruppi parlamentari. Lo ha riferito Loredana De Petris (Misto-Leu) al termine della riunione della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che era stata convocata alle 12.30 di oggi. Ad oggi il presidente della Camera Roberto Fico non ha ancora rilasciato dichiarazioni in tal senso.

Sempre oggi, due vertici a Palazzo Chigi. Il primo tra il premier, Giuseppe Conte e i ministri economici (martedì prossimo, 19 giugno, alle 11,00, prenderà il via in Aula al Senato la discussione sul Def, ndr), il secondo a ruota tra lo stesso premier e i suoi due vice, Di Maio e Salvini, sui migranti. Al riguardo, domani alle 11.00 il ministro dell’Interno Matteo Salvini riferirà in Aula al Senato sulla vicenda Acquarius. L’informativa del governo è stata chiesta dal capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci. Da registrare in questo quadro la possibile missione, tra venerdì e lunedì prossimo, di Conte a Parigi e Berlino per vedersi (e spiegarsi) con Macron e Merkel, sebbene non vi siano ancora conferme.

Non si placano però e anzi si alzano di tono le polemiche sul caso Aquarius. “Proprio loro parlano…”. Così il vice premier Luigi Di Maio rispondendo ai cronisti che gli chiedono un commento proprio sulle parole del presidente francese Emmanuel Macron circa la gestione italiana della vicenda. Il presidente francese aveva infatti denunciato “una forma di cinismo e di irresponsabilità” da parte dell’Italia. Macron che ha reso omaggio, invece, al coraggio della Spagna mentre, proprio da Madrid, arrivano accuse di potenziali denunce a livello penale per il comportamento del governo di Roma. Sponda tedesca, al contrario, per il nostro Paese. Italia e Germania presenteranno infatti una “proposta comune sulla protezione delle frontiere esterne” dell’Unione Europea “per non perdere ulteriore tempo”. Lo ha reso noto il Viminale dopo una “lunga e cordiale” telefonata tra Salvini (“che ha accolto con piacere l’invito del ministro tedesco ad un prossimo incontro a Berlino”) e il collega tedesco, Horst Seehofer.

Sul fronte partitico, alla domanda se sulla vicenda dell’Aquarius non avesse prevalso la linea del ministro dell’Interno Salvini, Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, risponde che: “C’è una condivisione totale all’interno del governo sulle soluzioni al problema dei migranti. Capisco che da un punto di vista giornalistico, si vuole creare sempre la figura del vincitore e di chi comanda”. E precisa: “Ricordo che il M5s ha sempre lottato fortemente con il business dell’immigrazione”.

Nel dibattito interviene anche il Pd con l’ex premier Paolo Gentiloni che si rivolge al premier spagnolo Sanchez e twitta: “Adelante Pedro! Noi abbiamo ridotto dell’80% il traffico degli scafisti”.

Come si può ben comprendere, Aquarius, in mancanza di decisioni finalmente condivise a livello europeo, è solo l’inizio.