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L’Industria 4.0 passa sempre più dalla banda ultra larga

Fondamentale anche per il settore dei servizi. Il fattore ambientale. Un convegno a Milano

di Federica Fabiani

Obiettivo 2025: l’industria italiana si allea per lo sviluppo digitale del Paese”, questo il titolo del convegno organizzato oggi a Milano da Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei cavi e sistemi per l’energia e le telecomunicazioni, e IATT – Italian Association of Trenchless Technology –per fare il punto sul processo di digitalizzazione delle infrastrutture e sulle strategie necessarie per l’avanzamento del Piano Industria 4.0.

Dal momento che la rivoluzione 4.0 investirà, oltre che il sistema industriale, anche il settore dei servizi, è fondamentale coinvolgere le PMI, le PA e il mondo delle Utilities all’interno di un percorso comune e integrato. Per questo è significativo che oggi all’incontro non siano presenti solo rappresentanti del mondo dell’impresa, tra i quali gli Amministratori Delegati di Olivetti SpA e A2A Smart City, ma anche i rappresentanti delle associazioni di categoria come ANCI e Coldiretti ed esponenti delle istituzioni come Stefano Firpo, dirigente generale per la politica industriale, la competitività e le PMI del MISE.

La strada verso la nuova frontiera tecnologica e digitale passa per la diffusione di una rete sicura e veloce, in grado di processare una notevole quantità di informazioni. Data la crescente importanza di Big e Open data, cloud computing e soluzioni Internet of Things, investire in progetti di messa a terra della banda ultralarga è una necessità strategica per avanzare in direzione di un’Italia 4.0, e l’industria italiana si sta muovendo proprio in questo senso. Prysmian Group, infatti, come dichiarato dal suo ad commerciale Carlo Scarlata, in quanto unico produttore italiano di fibra ottica è in prima linea sul fronte degli investimenti e della ricerca.

Tuttavia, l’avanzamento tecnologico e l’enfasi sulla creazione – a volte da zero – di una rete più capillare di infrastrutture non possono non tener conto del fattore ambientale. Per questa ragione, la partnership con IATT sembrerebbe quasi scontata. Difatti, quest’ultima promuove l’avanzamento delle conoscenze scientifiche e tecniche nel campo delle tecnologie trenchless (no dig), favorendone la diffusione presso enti ed amministrazioni pubbliche, aziende di gestione delle reti di servizi, imprese, tecnici, ricercatori e studenti. Le tecnologie No-Dig applicano soluzioni avanzate per limitare la manomissione delle strade o lo scavo dei terreni, rispettando l’ambiente e consentendo un notevole risparmio in termini di costi di realizzazione e di consumo energetico, essenziale per la diffusione di una cultura tecnologica green.

Prendendo spunto dal commento del presidente di IATT Paolo Trombetti, secondo il quale “l’Industria 4.0 ed ora impresa 4.0 è un’opportunità per il sistema Italia che va cavalcata ma che non può affermarsi a pieno se non si dispone di un’infrastruttura digitale capillare ad alta velocità da realizzarsi in tempi coerenti, e che – con il ricorso ai sistemi trenchless per la posa della fibra ottica – fornirebbe un elemento ulteriore di riduzione dell’impatto ambientale”, si deduce che il connubio vincente tra industria e sviluppo digitale sostenibile sarà possibile solo attraverso il coinvolgimento di quanti più attori possibili, pubblici e privati.

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