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Non c’è più pace (fiscale) dopo il 31 maggio

I contribuenti che vogliono aderire alla definizione agevolata delle cartelle hanno tempo fino a venerdì per sanare le controversie tributarie, i processi verbali di contestazione che sono stati presentati entro e non oltre il 21 ottobre 2018 e le irregolarità commesse fino al 24 ottobre 2018, relative a infrazioni o adempimenti di natura formale

di Stefano Bruni

È (quasi) finita la pace (fiscale).

Il 31 maggio prossimo sarà infatti l’ultimo giorno per poter accedere ad alcuni benefici riservati ai contribuenti morosi dal decreto-legge 119 del 2018.

In pratica, chi non ha i propri conti in ordine nei confronti del fisco, potrà procedere al pagamento dei propri debiti senza che vengano applicate sanzioni e interessi sull’importo.

Questo “condono” riguarda però alcune specifiche situazioni, previste appunto nella cd. pace fiscale.

Si tratta in particolare, infatti, della definizione agevolata delle controversie, dei processi verbali di contestazione e delle irregolarità formali, per i quali è possibile ottenere alcune agevolazioni nel momento in cui viene perfeziona la presentazione della domanda telematica, secondo le indicazioni dell’agenzia delle Entrate, e il pagamento degli importi dovuti o della prima rata.

Anche le modalità per sanare la propria posizione sono tre ed ognuna riguarda specifiche situazioni.

I contribuenti che hanno un ISEE inferiore ai 20.000 € oppure coloro che si trovano cartelle esattoriali arretrate con valore inferiore a mille euro, potranno optare per il “saldo e stralcio”. Medesima possibilità sarà riconosciuta ancora in questi ultimi giorni alle persone fisiche aventi debiti derivanti da imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali o conseguenti all’iscrizione a casse previdenziali professionali o per le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

L’altra modalità prevista è la Rottamazione-Ter, che riguarda coloro che hanno debiti affidati agli agenti di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. In questo caso, è prevista la possibilità di estinguere i debiti sia versando integralmente le somme in unica soluzione entro il 31 luglio 2019 oppure frazionando il pagamento in 10 rate consecutive.

L’ultima modalità, invece, è la definizione agevolata delle controversie tributarie, dei processi verbali di contestazione e delle irregolarità formali.

La scadenza del 31 maggio prossimo si riferisce proprio a queste specifiche situazioni.

Sono in scadenza infatti le Controversie tributarie (cioè le liti pendenti in ogni stato e grado di giudizio), per le quali, dd ogni grado di giudizio, è prevista una differente aliquota.

Così, se il ricorso è pendente in primo grado, l’aliquota sarà pari al 90%, se è pendente in primo grado dall’Agenzia delle entrate l’aliquota è al 40%, se è pendente in secondo grado l’aliquota è del 15% e, infine, per i ricorsi pendenti effettuati in Cassazione al 19 dicembre 2018, in cui l’Agenzia delle Entrate risulta perdente il tutti i gradi, l’aliquota sarà del 5%.

Entro il 31 maggio 2019 vanno sanati anche i processi verbali di contestazione che sono stati presentati entro e non oltre il 21 ottobre 2018. Ma attenzione, perché per godere della “pace fiscale”, in questo caso bisogna verificare che prima del 21 ottobre 2018 non sia stato notificato nessun avviso di accertamento o contraddittorio.

Infine, il 31 maggio 2019 è anche l’ultimo giorno per “liberarsi” del fardello derivante dalle irregolarità commesse fino al 24 ottobre 2018 e relative alle infrazioni o adempimenti di natura formale che non eccepiscano sull’indicazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap e sul pagamento dei tributi.

In questo caso, diversamente dai due precedenti, le varie posizioni possono essere regolarizzate attraverso il pagamento di una somma pari a euro 200 per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni, anche attraverso due rate di pari importo (entro il 31 maggio 2019 e il 2 marzo 2020) oppure in un’unica soluzione, entro, appunto, il 31 maggio 2019.

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni