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Photo credits: Wired

Presentata oggi la proposta finale. Ora consultazione e approvazione entro il 2017

di LabParlamento

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile entra finalmente nella fase decisiva. Oggi il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, nel corso di un incontro a Roma, presenta la proposta di documento agli interlocutori della società civile, della ricerca, dell’economia e delle istituzioni.

“Un momento importante di condivisione dei contenuti e dell’ascolto delle istanze”, secondo il ministro, anche in vista dei successivi passaggi istituzionali alla Conferenza Stato-Regioni e al CIPE, così come previsto dalla Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 (“Collegato ambientale”). Da giovedì prossimo, 23 marzo, si aprirà poi una consultazione pubblica e sarà possibile inviare i contributi alla proposta di Strategia con modalità che verranno indicate in seguito. L’iter di approvazione è previsto chiudersi entro la fine dell’anno.

La proposta di strategia, che ha come obiettivo l’attuazione dell’Agenda 2030, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2015, è articolata in cinque aree d’azione: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership, per le quali vengono elaborate scelte strategiche che si sostanziano in obiettivi nazionali.

A corredo 8 allegati: il posizionamento italiano rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile, il documento preliminare per la definizione della Strategia nazionale, una matrice che associa i sotto-obiettivi dell’Agenda 2030 ai punti di forza e di debolezza indicati dal Posizionamento, uno schema sintetico del sistema obiettivi-indicatori, i contributi della società civile, gli strumenti di attuazione, un inquadramento preliminare degli strumenti normativi e il quadro dei regimi fiscali..

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile 2017- 2030, si sottolinea tra l’altro nelle premesse del documento, si concretizza in un insieme di obiettivi e di possibili misure capaci di orientare il sistema politico-normativo e conferire maggiore coerenza al percorso, spesso frammentato e contraddittorio, di sviluppo sostenibile del Paese per stimolare la crescita economica conciliandola con la tutela dell’ambiente e la protezione e promozione sociale.

L’Agenda 2030, che ispira e guida tutto il lavoro, è diventata a sua volta la chiave di volta per uno sviluppo del pianeta rispettoso delle persone e dell’ambiente, incentrato sulla pace e sulla collaborazione, capace di rilanciare anche a livello nazionale lo sviluppo sostenibile, nell’ambito di quattro principi guida: integrazione, universalità, inclusione e trasformazione.

La Strategia, anche alla luce dei cambiamenti intervenuti a seguito della crisi economico-finanziaria degli ultimi anni, si configura come lo strumento principale per la creazione di un nuovo modello economico circolare, a basse emissioni di CO2 , resiliente ai cambiamenti climatici e agli altri cambiamenti globali causa di crisi locali, come, ad esempio, la perdita di biodiversità, la modificazione dei cicli biogeochimici fondamentali (carbonio, azoto, fosforo) e i cambiamenti nell’utilizzo del suolo.