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#SpendingReview

La settimana scorsa il premier Renzi ha avuto un intenso round di incontri con i principali leader europei. A Parigi ha incontrato il Presidente francese Hollande e subito dopo è volato a Berlino da Angela Merkel. A Bruxelles si è confrontato con Barroso e Van Rompuy. Il bilancio è stato complessivamente positivo. Gli osservatori più critici hanno notato, però, che non poteva andare diversamente. Ad ogni cambio di governo l’Europa ha sempre ascoltato con attenzione i programmi di ciascun primo ministro e ha incoraggiato la realizzazione delle riforme di volta in volta illustrate.
Al rientro a Roma Renzi si è dedicato ai diversi dossier. Tra tutti, dopo un incontro con il ministro Padoan, il più urgente riguarda la cosiddetta spending review. Manca poco più di un mese, infatti, per reperire quei 10 miliardi di euro necessari alla riduzione del cuneo fiscale. I numeri, mentre Renzi era all’estero, li ha forniti alla Commissione bilancio del Senato il Commissario Cottarelli. Questo anticipo ha creato non poca irritazione a Palazzo Chigi. Cerchiamo di capire il perché…
Cottarelli ha subito messo le mani avanti. Ha precisato che per garantire 7,5 miliardi di risparmi nel 2014 bisognava attuare integralmente il suo piano già da inizio anno. Nella migliore delle ipotesi, partendo oggi, il gettito atteso non potrà essere superiore ai 5 miliardi. Sempre a condizione di attuare pedissequamente quanto proposto. Ma numeri a parte quali sono gli ingredienti della ricetta del Commissario? Al di là di alcune proposte senz’altro condivisibili: dal potenziamento di una centrale unica per gli acquisti alla riduzione delle consulenze, tre sono le idee destinate a rimanere impresse negativamente nella mente degli italiani. Taglio delle pensioni di reversibilità, sensibile riduzione delle risorse per la sicurezza ed esuberi nel settore pubblico. Per non parlare di un probabile ampliamento della platea di coloro che saranno chiamati a pagare il ticket per prestazioni sanitarie prima gratuite.
Per questo il premier si è subito precipitato a sottolineare che il lavoro di Cottarelli ha natura prevalentemente tecnica. Le proposte avanzate saranno attentamente esaminate dal governo che individuerà la via da intraprendere “mettendoci la faccia”. Nelle prossime settimane, con le elezioni europee alle porte, avremo evidenza diretta di quanto forte o meno possa essere la resistenza al cambiamento e allo sviluppo.