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Rinnovo vertici partecipate: “Visioni strategiche al centro”

Il ministro Padoan alle Commissioni riunite di Camera e Senato. Privatizzazioni avanti

di Giacomo Di Stefano

È andata in scena ieri sera l’attesa audizione del ministro del Mef, Pier Carlo Padoan, sulle nomine delle partecipate. Davanti alle commissioni riunite (Bilancio, Trasporti e Attività Produttive della Camera, e Bilancio, Lavori pubblici e Industria del Senato) il titolare del Tesoro ha spiegato i criteri usati per nominare vertici e Cda delle grandi aziende pubbliche, confermando gran parte delle dichiarazioni rese il 22 marzo, alla Camera, ma aggiungendo alcune considerazioni importanti.

In primis, Padoan ha raccontato le modalità che hanno illuminato le selezioni, in linea con la direttiva del MEF varata lo scorso 16 marzo che ha superato gli indirizzi dell’era Saccomanni. Criteri ‘qualitativi’ e ‘attitudinali’ che vanno a integrare le caratteristiche che devono avere i prescelti: credibilità, eleggibilità, indipendenza, professionalità e onorabilità. In tutto tenendo conto di equilibrio di genere ed eventuale cumulo d’incarichi.

Sul fronte dell’iter, il ministro ha descritto le tappe che hanno portato alle nomine, dall’analisi delle società alla lista dei candidati, passando per lo studio dell’assetto di governance.

“La composizione media di tutti i Cda è di nove elementi – ha sottolineato Padoan – gli undici di Leonardo sono giustificati dalle caratteristiche dell’azienda”.

Successivamente, il ministro ha elencato, azienda per azienda, i dettagli sulle scelte operate.

Enel ed Eni: conferme suggerite dalla funzionalità dei membri del Cda con la visione aziendale e dall’opportunità della continuità.

Leonardo: la scelta di Alessandro Profumo giustificata dalla grande esperienza internazionale del nuovo ad. Per la continuità con la gestione precedente, confermata quasi la totalità del consiglio.

Poste Italiane: allontanato l’ex a.d. Francesco Caio per il nuovo spostamento dell’azienda verso obiettivi di natura bancaria e assicurativa.

Enav: La privatizzazione ha reso necessaria la ridefinizione del consiglio, seppur con la conferma dell’a.d. Roberta Neri.

Molte le domande dei membri delle commissioni, specialmente in merito alla ragione degli allontanamenti e all’indirizzo futuro delle aziende, innanzitutto Poste e la sua privatizzazione.

Su quest’ultimo punto, il ministro ha confermato che le privatizzazioni devono continuare ma non solamente per fare cassa.

Capitolo management: i cambi, ha spiegato Padoan, sono stati operati per garantire un nuovo assetto strategico all’azienda. Emblematico su questo fronte il caso-Profumo, scelto, appunto, per la sua “visione internazionale”.