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Rapporto ASviS, Nord Europa campione di sostenibilità

La Svezia è tra i Paesi più “sostenibili” d’ Europa. L’Italia arranca, soprattutto sul fronte lavoro dignitoso e crescita economica. I dati dell’ultimo report dell’Alleanza italiana per la sostenibilità

di Stefano Bruni

Italia sostenibile ad intermittenza. Questo è quello che emerge dal quarto rapporto ASviS che monitora il percorso del nostro Paese verso i 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

Secondo il rapporto di quest’anno, infatti, l’Italia migliora in nove dei 17 indicatori e cioè salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e cooperazione internazionale. Ma peggiora nelle seguenti sei aree: povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri. Risulta stabile, invece, per quanto riguarda l’educazione e la lotta al cambiamento climatico.

Interessante però è vedere come l’Italia si piazza nella classifica della sostenibilità a livello europeo.

Per esempio, l’obiettivo 1 (sconfiggere la povertà) vede lo “stivale” in quart’ultima posizione. Al primo posto risulta esserci la Repubblica Ceca, all’ultimo la Bulgaria.

Il primo posto rispetto all’obiettivo 2 (sconfiggere la fame) lo conquista invece la Danimarca. Ultima Malta, l’Italia è dodicesima, ma piazzandosi sopra la media Ue.

Andiamo molto meglio in ambito salute e benessere (obiettivo 3) dove conquistiamo il sesto posto. Medaglia d’oro alla Svezia, ultima la Lettonia.

Il primato per l’istruzione di qualità (obiettivo 4) è ancora della Svezia. La Romania è in fondo alla classifica, ma anche l’Italia non porta a casa un gran risultato (quart’ultima).

Svezia in testa e Ungheria ultima per la parità di genere (obiettivo 5). L’Italia è tredicesima, ma di poco sotto la media Ue.

Sfiora il podio il nostra Paese per energia pulita e accessibile: è quarta. Portogallo è avanti a tutti, Polonia dietro a tutti.

Dove ce la passiamo male è rispetto all’obiettivo 8 (lavoro dignitoso e crescita economica). La Svezia è ancora prima, la Grecia è ultima, l’Italia è penultima.

Anche rispetto all’obiettivo 9 (imprese, innovazione e infrastrutture) la Svezia stacca tutti. L’Italia è al diciassettesimo posto, ultima la Romania.

Ancora il nord Europa davanti a tutti nell’Obiettivo 10 (ridurre le disuguaglianze): primo posto per la Finlandia, ultima la Bulgaria. Ventunesima posizione per l’Italia (tre posizioni più in basso rispetto alla media Ue);

L’Obiettivo 11 (città e comunità sostenibili) vede invece prima l’Irlanda, ultima la Romania e diciottesima l’Italia;

 Sul consumo e sulle produzione responsabili (obiettivo 12) i primi sono i Paesi bassi. L’Italia questa volta è medaglia d’argento. Ultima l’Estonia;

Nella lotta contro il cambiamento climatico (Obiettivo 13), invece, la prima è Malta, ultimo il Lussemburgo e l’Italia è settima;

Perde terreno la Svezia rispetto all’obiettivo 14 (vita sott’acqua): è ultima. Paesi Bassi in testa invece, l’Italia è diciassettesima.

Per l’obiettivo (vita sulla terra), invece, ad essere prima è la Slovenia, la Polonia ultima. Settimo posto per l’Italia.

Obiettivo 16 (pace, giustizia e istituzioni solide) e Obiettivo 17 (partnership per gli obiettivi) registrano un significativo peggioramento dell’Italia rispetto al 2010.

In entrambi gli obiettivi la Grecia è ultima. Finlandia in testa invece per l’obiettivo 16 e Paesi Bassi per l’Obiettivo 17.

Dunque l’Europa del Nord è più avanti degli altri in termini di attuazione dell’Agenda 2030. L’Italia ha ancora molta strada da fare. Speriamo si inizi a percorrerla rapidamente.

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni