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Quattro dossier “caldi”: Giacomelli (Mise) al Senato

Fibra,TV locali, Convenzione Stato-Rai e Poste. Audizione del Sottosegretario

di Giacomo Di Stefano

Martedì pomeriggio è andata in scena, al Senato, un’audizione del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli: obiettivo, fare il punto su alcuni delicati dossier che terranno impegnati – nei prossimi mesi – il Parlamento e il Governo guidato da Paolo Gentiloni.

Tra i più spinosi troviamo quello che riguarda le tre gare sulla banda larga in Italia.

L’aggiudicazione del primo bando, spiega Giacomelli, dovrebbe avvenire entro la fine del mese, ma pende il ricorso di Telecom.

L’azienda guidata da Flavio Cattaneo è sul piede di guerra anche su un secondo bando – da 1,2 miliardi – che riguarda dieci regioni più la provincia di Trento. Nella seconda metà di aprile si conoscerà l’esito della controversia. Nel frattempo, il Sottosegretario ha ribadito che gli obiettivi per l’alta velocità restano quelli contenuti nell’Agenda 2020 dell’Unione Europea: banda larga a 30 Mbps per il 100% delle famiglie e a 100 Mbps per il 50% entro il 2020.

“L’errore fatto in passato è stato quello di creare reti concentrate soprattutto nei centri medio-grandi – precisa Giacomelli – limitando così le opportunità di sviluppo economico a determinate zone”.

Sul fronte del Regolamento per i contributi pubblici alle emittenti locali – che ancora non ha visto la luce – il Sottosegretario ha annunciato il superamento dei Co.re.com regionali e ha espresso soddisfazione per la scelta d’includere il canone Rai nella bolletta elettrica e di destinarne una quota alle emittenti locali.

Secondo Giacomelli, le ragioni dello stallo sul Regolamento vanno ricercate in un sistema burocratico farraginoso, con ben 23 passaggi legislativi tra gli uffici di Palazzo Chigi, Mef e Mise. Un’impasse su cui pesa anche il numero ingente di emittenti – circa 500 – che potrebbero ricevere contributi.

Capitolo convenzione Stato-Rai: l’accordo ventennale, che dà a Viale Mazzini l’onere del servizio pubblico e l’onore del canone, dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri entro la fine di febbraio.

Infine, tra i dossier, c’è la privatizzazione di Poste Italiane, argomento delicatissimo che vede contrapposti Mise e Mef, e sui cui Antonello Giacomelli ha ribadito la propria contrarietà. “Il punto sostanziale – conclude – è che bisogna rafforzare il ruolo di alcuni poli pubblici per puntare allo sviluppo. Nello stesso tempo occorre ridurre il debito: dobbiamo tenere insieme le due cose”.