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Piano Innovazione: ecco la rivoluzione tecnologica promossa dalla Ministra Pisano

Illustrate in Parlamento alcune delle azioni del Piano nazionale innovazione 2025. Domicilio digitale per tutti, MadeIT, intelligenza artificiale e molto altro. Le opposizioni puntano il dito contro Paola Pisano per un presunto conflitto di interessi con Davide Casaleggio

 di Stefano Bruni

Digitalizzazione della società; innovazione del Paese e sviluppo sostenibile e etico della società nel suo complesso.

Ecco le linee direttrici della “rivoluzione tecnologica” contenuta nel Piano nazionale innovazione 2025, promosso dalla Ministra Paola Pisano e presentato lo scorso dicembre 2019, oggetto di una audizione parlamentare tenuta la scorsa settimana in Commissione trasporti alla Camera dei Deputati.

Nell’aggiornare i parlamentari presenti, la Ministra ha illustrato alcune delle azioni avviate per trasformare il nostro Paese e ha ricordato che il Piano è “aperto” nel senso che è possibile inviare proprie proposte migliorative o integrative tramite la piattaforma parteciPA,,

Tra i progetti indicati dalla Ministra come più “importanti” c’è quello denominato “una governance per l’innovazione e il digitale” che, in un’ottica di razionalizzazione delle iniziative in ambito innovativo, prevede l’istituzione di una cabina di regia presieduta dalla ministra per l’innovazione, con accanto un Comitato per la digitalizzazione della Pa e l’innovazione del Paese al quale sono invitati a partecipare i rappresentanti delle associazioni di categoria degli stakeholder privati del settore Ict e gli stakeholder più rappresentativi. C’è poi un tavolo di lavoro con le regioni e le città.

Altra azione in fase di sviluppo è quella relativa al “domicilio digitale per tutti”. Consentirà a chiunque di ricevere la propria corrispondenza avente valore legale in digitale e, in prospettiva, di consultarla attraverso Io, l’app dei servizi pubblici che la Ministra, sbilanciandosi, ha detto sarà pronta per la fine di marzo, primi di aprile.

Ulteriore punto di forza del Piano nazionale è il “Procurement semplificato per l’innovazione” che consiste nel ripensare il processo di procurement per le Pubbliche amministrazioni centrali e locali, con l’obiettivo di consentire alle amministrazioni di acquisire prodotti e servizi digitali in maniera semplice, veloce, utilizzando, come strumenti, la semplificazione nell’ utilizzo degli appalti innovativi, la digitalizzazione dei processi di procurement e prevedendo una serie di interventi sui processi di gara di acquisto di tecnologia, puntando, con regole ad  hoc, ad un meccanismo di deroga al codice degli appalti per i servizi digitali.

Non poteva mancare, ovviamente, un riferimento all’”intelligenza artificiale”. La Ministra ha spiegato che essa sarà al servizio dello Stato e che sarà quindi promosso l’utilizzo di applicazioni di intelligenza artificiale nella gestione di procedimenti amministrativi e dei servizi, con particolare attenzione al mondo della giustizia.

Nel Piano c’è spazio anche per le partnership pubblico private che sono state richiamate nell’azione denominata “Cross-Tech hub Italia”. In questo ambito si prevede infatti di creare, sviluppare e far crescere, attraverso partnership pubblico-privato, hub tecnologici cross industries nel rispetto delle eccellenze dei territori nei quali i centri si insediano e partendo dalle eccellenze che già esistono nel nostro Paese.

Le tecnologie di riferimento – ha spiegato la Ministra – saranno intelligenza artificiale, cybersecurity, 5g mentre i settori saranno la mobilità autonoma e sostenibile e la robotica nonché i settori del made in Italy”.

Infine, tra le azioni in corso di sviluppo, MadeIT, un programma di accompagnamento e comunicazione per startup tecnologiche che nascono nel Paese nel campo dell’intelligenza artificiale, cyber security, robotica e mobilità autonoma che prevede, tra l’altro, che ogni anno vengano selezionate 30 idee innovative da trasformare in altrettante imprese di successo.

Insomma, un gran bel Piano sembrerebbe quello della Ministra Pisano, fatto di tante altre azioni e orientato a superare, o almeno ridurre, alcuni gap culturali e strutturali che l’Italia continua a portare con se, perdendo terreno, rispetto agli altri Paesi europei.

Un Piano nato anche grazie ai suggerimenti di circa 20 esperti del settore, tutti citati e ringraziati nel testo del Piano, e tra cui figura anche Davide Casaleggio, sulla “collaborazione “ del quale, i partiti di opposizione presenti in Commissione hanno avuto da dire.

Ma la Ministra ha tranquillizzato tutti chiarendo che “con Casaleggio, come con gli altri, c’è stata solo una conversazione di un’ora”.

Rimane dunque solo da aspettare la conclusione della consultazione del Piano e la completa attuazione.

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni