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Pensioni, welfare e lavoro: le richieste dei sindacati sulla manovra

CGIL, CISL e UIL in audizione al Senato. Ok comune solo sul pubblico impiego

di Alberto Giusti

Giornate piene per la Commissione Bilancio del Senato, impegnata nella maratona di audizioni a pochi giorni dal termine emendamenti sulla manovra 2018. Mentre il mondo politico si confronta su risultati elettorali e confronti televisivi mancati, nel pomeriggio sono intervenuti nelle sale di Palazzo Madama i rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL, per dare un proprio parere e portare le proprie proposte sulla Legge di Bilancio.

Critica la posizione della CGIL con Susanna Camusso, che ha affermato come la crescita attuale, fragile e figlia di fattori esogeni, avesse bisogno di più risorse sugli investimenti per essere resa strutturale, mentre la manovra concentra la maggior parte delle risorse sulle clausole IVA. Deboli gli interventi sul fisco e sull’evasione, positiva la norma sugli 80€ anche nell’ottica del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma in ogni caso non in linea con la visione della Confederazione di Corso d’Italia sul fisco. Sul terreno dell’occupazione, Camusso condanna ancora una volta lo strumento della decontribuzione, specie per il suo collegamento esclusivo con i giovani che degrada l’apprendistato come mezzo di ingresso nel mondo del lavoro. Qualche segnale positivo sugli ammortizzatori sociali, ma manca l’impegno sul fondo di integrazione straordinaria. Tra i vincoli alla decontribuzione, oltre a quello sui licenziamenti, suggerisce di indagare sui part-time involontari, fenomeno in pesante crescita.

Infine, su welfare e previdenza la CGIL insiste sulla mancanza di misure della cosiddetta “Fase II” della riforma pensionistica, incluso il tema della pensione di garanzia per i giovani, e denuncia la mancanza di risorse sul Fondo Sanitario Nazionale, che assieme al REI avrebbe meritato più risorse per combattere la disuguaglianza sociale.

Più positivo Gigi Petteni della CISL. Ricordando come in ogni caso ci siano forti criticità per la qualità del lavoro che accompagna la ripresa, il sindacalista rimarca l’importanza di aver trovato le risorse per il rinnovo definitivo del contratto del pubblico impiego, la cui scadenza sta per compiere dieci anni.

Proprio a proposito del settore pubblico, Petteni critica però le tante situazioni in cui occorre dare stabilità a lavoratori assunti precariamente, come nell’ambito scolastico ma in particolare in ANPAL Servizi e nei Centri per l’Impiego, sottolineando l’impossibilità di parlare di politiche attive del lavoro senza investire nelle strutture che le sostengono.

Positivo per la CISL anche l’incentivo della decontribuzione, ma con una richiesta di attenzione per avere un sistema armonico che punti di più sull’apprendistato duale, e che investa su quelle strutture, come gli ITS, che danno risultati tangibili e per questo sarebbero da premiare.

Sul capitolo pensioni, Petteni auspica che il confronto aperto con il Governo porti davvero a delle soluzioni in linea con l’accordo sulla “Fase II”. Infine, sul welfare, lancia un sasso destinato a fare rumore: a fronte della scarsità di risorse, si chiede perché destinare 100 milioni alle Fondazioni bancarie per il welfare di comunità. Con tutto il rispetto per i risultati delle fondazioni, si chiede se non sia più utile destinare quelle risorse laddove possono garantire dei servizi universali.

Carmelo Barbagallo per la UIL è altrettanto positivo sul rinnovo del contratto per il pubblico impiego, ricordando però come siano necessarie leggere modifiche per riuscire a includere tutti gli interessati alla platea degli 80 euro. Per quanto riguarda le altre misure contenute in manovra, rimarca la necessità di creare condizioni per la crescita con soluzioni strutturali.

Sul tema delle pensioni, Barbagallo denuncia come l’Esecutivo appaia “distratto”, e che occorrono risposte per recuperare le disuguaglianze in particolare derivanti dal lavoro di cura delle donne, vista la mancata chiusura sulla Fase II. Citando i dati rilasciati in mattinata dal presidente dell’ISTAT, auspica che si trovino il tempo e le risorse per la commissione che, a detta di Giorgio Alleva, sarà necessaria a individuare la diversa speranza di vita legata alle varie categorie di lavoro.

Per quanto riguarda la decontribuzione, il segretario della UIL ritiene positivo lo spostamento dell’età da 29 a 35 anni ma preferirebbe che questo avesse valenza triennale. Barbagallo ricorda poi le difficoltà degli enti territoriali, in particolare le province, nel gestire la rete stradale del Paese. Sul tema sanitario, riporta la richiesta già avanzata in precedenza da alcuni esponenti politici di abolire il superticket introdotto nel 2011.

Cita infine un dato ricorrente, il quartultimo posto del Paese nelle spese per la ricerca, auspicando un aumento dei fondi in questo ambito per stimolare l’innovazione.

A chiudere le audizioni sindacali l’UGL, su una linea abbastanza critica con tutte le misure proposte dal Governo.

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