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Mobilità green, enti locali: più chiarezza su logistica urbana

Audizione di Anci e Conferenza Regioni al Senato: ‘manovrina’ penalizzante

di Giacomo Di Stefano

Più uniformità sulle ricariche dei mezzi elettrici, neutralità tecnologica e attenzione alle caratteristiche dei territori. È andata in scena, ieri, l’audizione al Senato della Conferenza delle Regioni e dell’Anci sulla mobilità sostenibile. Un’occasione per descrivere alle commissioni Lavori Pubblici e Ambiente di Palazzo Madama il punto di vista degli enti locali sulla mobilità ‘green’.

“Un approccio uguale per tutti è inadeguato a cogliere le varie esigenze di mobilità che si sviluppano nei territori – spiega Antonio Marco Dalla Pozza, assessore vicentino in rappresentanza dell’Anci – è necessario invece trovare modalità efficaci che non puntino necessariamente sull’omogeneità”.

Dunque, bene che ci siano linee guida nazionali purché tengano conto delle specificità locali.

Dalla Pozza sottolinea anche la necessità di normare meglio il Codice della Strada per regolare meglio i nuovi mezzi che si affacciano sul mercato.

A tal proposito, spiega il rappresentante Anci, appare importante normare l’introduzione crescente nella logistica urbana delle cargo bike piuttosto che dei mezzi ‘ibridi’ mono/bi ruota come il cosiddetto sideways. Un nuovo quadro normativo che non tenga conto solo delle esigenze dei ciclisti ma di tutti coloro che utilizzano la carreggiata. “Chiediamo di approfondire i temi della ciclabilità a partire dalla necessità di realizzare collegamenti non solo infracittadini, ma anche di connessione con le conurbazioni dei Comuni capoluogo – precisa l’assessore – fino ai nuovi sistemi free floating di bike sharing che stanno sostituendo quelli ad impianto fisso”.

L’Anci è in procinto di diffondere le linee guida ai Comuni per la regolazione della mobilità urbana. Un lavoro finalizzato ad uniformare le regole di accesso e di utilizzo della strada anche con incentivi indiretti, improntati sulla neutralità tecnologica tra i combustibili a parità di emissioni zero (elettrico, idrogeno e biometano).

È proprio in ambito elettrico che troviamo alcuni appunti mossi dai Comuni italiani. L’invito dell’Anci è quello di indicare una decisione più chiara sullo standard da adottare per l’infrastrutturazione della ricarica elettrica. “Oggi le città procedono in modo difforme e l’utente che si sposta tra territori diversi trova sistemi di ricarica differenti – continua Dalla Pozza -non esiste un modello unitario per quanto concerne i sistemi di pagamento e l’addebito del consumo in bolletta all’utilizzatore finale. Lo sviluppo tecnologico, attraverso le apps, potrebbe essere una facile soluzione”.

Sul fronte regionale, si registra una certa contrarietà alla recente manovrina per quanto riguarda le spese sui trasporti pubblici locali. La critica si riferisce soprattutto all’art. 39 della manovrina che mette a disposizione – nel triennio 2017-2020 – una quota del 20% del Fondo nazionale trasporti. Soldi riconosciuti a condizione che la Regione, entro il 30 giugno di ciascun anno, abbia certificato l’avvenuta erogazione a ciascuna provincia e città metropolitana.

“La formulazione dell’articolo mette in difficoltà le Regioni perché si crea un corto circuito – racconta in audizione Francesco Russo, rappresentante della Conferenza delle Regioni – se non si certifica la spesa non si può avere il 20%, però la certificazione deve avvenire sul totale. Il risultato? Nessuna Regione è riuscita a fare certificazione”.