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Mobilità ciclistica, la proposta di legge Decaro ci prova di nuovo

In Aula, alla Camera. Ma iter in salita. Previsti un Piano nazionale della ciclabilità e velostazioni e depositi per le due ruote

di Maria Carla Bellomia

E’ prevista per questa settimana in aula della Camera – anche se con ogni probabilità slitterà alla prossima, considerata la densa agenda dei lavori parlamentari per i prossimi giorni –  la discussione, in prima lettura, del Disegno di legge Decaro sulla mobilità sostenibile, proposta già approdata in aula più di un anno fa, ma successivamente rinviata in commissione Trasporti per l’assenza del parere della commissione Bilancio.

Si tratta di un testo unificato, dal lungo iter parlamentare, che sembra ora mettere tutti d’accordo sulla necessità di approvare, in tempi brevi, una legge che abbia come scopo principale quello di promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo – e più sostenibile – all’auto privata.

L’intervento legislativo – che si pone in sostanziale continuità con l’azione di Governo in materia di mobilità dolce e che ha registrato l’approvazione di molte delle proposte fatte dalle forze di opposizione in sede di Comitato ristretto – prevede ,in primo luogo, l’adozione da parte del MIT – di concerto con gli altri Ministri interessati – del Piano generale della mobilità ciclistica che costituirà parte integrante del più generale Piano dei trasporti e della logistica. Un riconoscimento importante per le due ruote che entrano così ufficialmente a far parte della programmazione nazionale nel settore dei trasporti.

Per la prima volta viene poi introdotta nell’ordinamento italiano la definizione normativa di ciclovia, assente finora dal Codice della Strada ed è altresì istituita presso il Ministero dei Trasporti una Direzione generale ad hoc per la mobilità ciclistica, con il compito di predisporre il Piano generale della mobilità di durata triennale e di definire interventi utili per lo sviluppo della mobilità ciclistica, in connessione con quella stradale.

Novità anche per i centri urbani per i quali  la proposta di legge prevede tutta una serie di interventi finalizzati a promuovere l’uso della bicicletta: tra questi la realizzazione di parcheggi dedicati alle due ruote – le cosiddette velostazioni – in prossimità dei nodi urbani come le stazioni ferroviarie o i porti – o la previsione, nei regolamenti edilizi dei singoli comuni,  di appositi depositi attrezzati per le biciclette all’interno degli edifici pubblici e di quelli residenziali.

In fase emendativa al testo è stata anche inserita la norma che vincola i Comuni a destinare una quota non inferiore al 20% delle entrate derivanti dalle multe stradali all’attuazione di misure a favore della mobilità ciclistica.

Infine, in tema di trasparenza, è prevista una relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione della legge e sui risultati ottenuti in termini di incremento della mobilità.

Nonostante i buoni propositi e l’accordo trasversale sul contenuto della proposta – tutte le commissioni competenti in sede consultiva hanno rilasciato parere favorevole –  difficilmente l’intervento normativo – che si rende necessario per realizzare una rete nazionale delle ciclovie  ma che è rimasto al palo per oltre due anni – vedrà la luce in questa legislatura, dove i pochi mesi rimasti e il passaggio in Senato ancora da compiere rappresentano uno scoglio molto difficile da superare.

Maria Carla Bellomia

Maria Carla Bellomia

Maria Carla Bellomia, romana, classe 1985. Laureata con lode in Studi Europei presso la Sapienza di Roma, si è specializzata presso la medesima Università in Diritto parlamentare e delle Assemblee elettive. Attiva nel settore delle Relazioni istituzionali e del Public Affairs, dopo alcune esperienze formative di studio e di lavoro all’estero per organismi comunitari, dal 2013 collabora con un Gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati, per il quale si occupa principalmente di monitoraggio e di drafting legislativo in materia di politiche dell’Unione europea, con particolare riguardo ai profili di adeguamento della normativa nazionale all’ordinamento comunitario. Collabora con LabParlamento dal 2017.
Maria Carla Bellomia