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‘Misurare l’economia circolare’: dal Mattm un punto di partenza

Un documento online elenca gli indicatori per valutare l’uso efficiente di risorse e prodotti. Obiettivo: maggior trasparenza per il mercato e per il consumatore

 di A.S.

Individuare indicatori adeguati per misurare e monitorare la circolarità dell’economia, al fine di ottenere una maggiore trasparenza per il mercato e per il consumatore. Questo è l’obiettivo del documento “Economia circolare e uso efficiente delle risorse in consultazione sul sito del Ministero dell’Ambiente, e scaturito dal Tavolo di lavoro tra Mattm, Mise ed Enea basato sul testo “Verso un modello di economia circolare” elaborato lo scorso autunno.

Dal momento che la transizione verso l’economia circolare comporterà un ripensamento pressoché totale del nostro sistema produttivo, misurare la circolarità di un ente, un settore, un servizio o un prodotto avrà un peso cruciale, e non potrà che avvenire mediante strumenti che consentano di produrre bilanci standardizzati e verificabili.

Nel documento diffuso via Web dal MinAmbiente si precisa che qualsiasi indicatore di circolarità deve tenere in considerazione due aspetti: la quantità di risorse prelevate, rinnovabili e non rinnovabili, impiegate e restituite al sistema, e il valore economico delle risorse prelevate, impiegate e reimmesse nel sistema (valutando la differenza di valore tra la fase di impiego e quella di dismissione). Tre sono i livelli di misurazione individuati: macro (sistema Paese), meso (aree industriali, filiere produttive, regioni e distretti industriali) e micro (singole imprese e singole unità amministrative). Ognuno di essi disporrà di un proprio set di indicatori, in grado di descrivere le prestazioni dei vari ambiti e fasi dell’economia circolare.

Gli indicatori macro, meso e micro si articolano in cinque pilastri: Input (utilizzo di prodotti che consentano di minimizzare lo sfruttamento di risorse vergini), Prodotto come servizio, Condivisione, uso e consumo, Estensione vita utile, riutilizzo e riparazione, Output (gestione del fine vita dei prodotti per limitare la generazione di rifiuti).

Come chiarito dal Mattm, il testo in questione “rappresenta un punto di partenza per arrivare, in futuro, all’individuazione delle migliori soluzioni perseguibili per il sistema Italia in termini di massimizzazione dei benefici economici e di salvaguardia delle risorse”.