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The Italian Job: l’inarrestabile ascesa (tutta tricolore) della disinformazione online

Non si arresta la crescita delle fake news in Italia: nei primi mesi del 2019 balzo in avanti del 10%. Tra le parole più “bufalate” Salvini e meteo. I numeri dell’Osservatorio AGCom

di Alessandro Alongi

Nonostante la grande attenzione istituzionale e la matura consapevolezza degli effetti deleteri che la disinformazione sul web ha assunto in relazione alla formazione dell’opinione pubblica, il fenomeno delle fake news non accenna a diminuire, foraggiata dagli avvenimenti politici e sociali quotidiani, strumentalizzati ad arte da un’apposita regia occulta non ancora del tutto definita.

A dare conto dell’escalation di bufale digitali ci pensa, ancora una volta, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che, grazie al costante monitoraggio ad opera del suo Osservatorio per la disinformazione online, è in grado di fornire il polso della situazione su un fenomeno che tende a diffondersi in maniera capillare, forte anche dell’incidenza dei contenuti online sul totale dell’informazione prodotta, prossima ormai al 66%.

L’Osservatorio si inserisce tra le attività promosse da Agcom per l’individuazione e il contrasto dei fenomeni di disinformazione frutto di strategie mirate. Obiettivo di questo Osservatorio, incentrato sull’analisi statica e dinamica della produzione di disinformazione online, è fornire al grande pubblico indicazioni sull’insorgenza e diffusione di contenuti fake rispetto a specifici argomenti.

Secondo la recente analisi, il primo bimestre 2019 ha visto crescere la disinformazione online (+10% nel giorno medio di gennaio, +4% nel giorno medio di febbraio), con una sempre più marcata concentrazione di fake news sugli argomenti di cronaca e politica, che congiuntamente rappresentano il 56% del totale dei contenuti fasulli, 3 punti percentuali in più rispetto alla media del 2018. Si stima che un sito di disinformazione pubblichi, in media, 5 nuovi articoli al giorno, portando così la disinformazione online quotidianamente prodotta, nei mesi di gennaio e febbraio 2019, a rappresentare il 7% dei contenuti online.

Tra gli argomenti maggiormente mistificati nei primi due mesi dell’anno, come accennato, troviamo la cronaca (40%) e la politica (16%), in crescita entrambi rispetto al 2018. Seguono le notizie relative a scienze e tecnologia (14%) in leggera riduzione rispetto all’anno precedente.

Dall’analisi del contenuto testuale di tutti gli articoli prodotti dai siti di disinformazione nei primi due mesi dell’anno si evidenzia l’emergere di 5 principali tematiche oggetto di trattazione, quali cronaca nera e giudiziaria, politica e affari di governo, lavoro e stili di vita, questioni economiche, e condizioni meteorologiche, argomenti prediletti e al centro di bufale.

Molti dei 30 termini più frequenti sono legati a partiti ed esponenti politici o soggetti istituzionali. Curiosa la distribuzione di frequenza dei termini contenuti negli articoli dei siti di disinformazione: nella top ten delle parole maggiormente bugiardate “Italia”, “meteo”, “euro” e “Salvini”

Anche in vista del prossimo appuntamento elettorale europeo, la macchina del fake pare lanciata a tutta velocità. In tale ambito, i contenuti di disinformazione, rispetto a quelli informatici (soprattutto TV e radio) tendono a concentrarsi sulle tematiche con un forte impatto emotivo piuttosto che sullo specifico argomento delle elezioni europee; tra i temi di rilevanza europea individuati da Eurobarometro, criminalità, immigrazione e disoccupazione continuano ad essere i più trattati in Italia dalle fonti di disinformazione. La criminalità è la tematica più trattata sia dai siti che dalle pagine/account social fake, mentre l’immigrazione è quella su cui la disinformazione incide maggiormente.

Alessandro Alongi

Alessandro Alongi

Alessandro Alongi collabora nell’ambito del modulo di “Diritto della rete” all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, è specializzato in Relazioni istituzionali e Diritto parlamentare e attualmente si occupa di tematiche giuridiche e regolamentari presso l’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete di TIM, oltre a svolgere attività di ricerca nell’ambito del Diritto dell’innovazione, del quale è autore di diversi studi e approfondimenti.
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Alessandro Alongi collabora nell’ambito del modulo di “Diritto della rete” all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, è specializzato in Relazioni istituzionali e Diritto parlamentare e attualmente si occupa di tematiche giuridiche e regolamentari presso l’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete di TIM, oltre a svolgere attività di ricerca nell’ambito del Diritto dell’innovazione, del quale è autore di diversi studi e approfondimenti.