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Le due facce del lavoro: calano le assunzioni ma aumentano i contratti a tempo indeterminato

A gennaio 2019 meno assunzioni (- 15%) rispetto allo stesso mese del 2018. Aumentano però, nello stesso mese, i contratti a tempo indeterminato, quelli di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente. Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono cresciute del 98,6%, le cessazioni sono diminuite (-12,4%) rispetto all’anno precedente. Da marzo ripartono le assunzioni con 380 mila contratti programmati dalle imprese. Più di 1,2 milioni le nuove opportunità di lavoro previste per il trimestre marzo-maggio 2019. In crescita le assunzioni nel settore manifatturiero; 103 mila assunzione per i giovani “under 30” nel mese di marzo, pari al 27% delle entrate complessive previste dalle imprese. Finanza e commercio ricercano giovani per oltre il 37% degli ingressi programmati

di Stefano Bruni

I dati diffusi questi giorni da Inps e Unioncamere a proposito delle assunzioni e delle disponibilità di posti di lavoro nel settore privato descrivono un mercato del lavoro poco brioso all’inizio del 2019, ma probabilmente più stabile.

Secondo l’osservatorio sul precariato dell’Inps, infatti, a gennaio si sono registrate 604.000 assunzioni, il 15% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.

Nello stesso periodo però sono aumentati i contratti a tempo indeterminato, quelli di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente. In diminuzione, invece, i contratti di somministrazione, i contratti a tempo determinato e i contratti di lavoro stagionale.

Ad inizio anno quindi le imprese hanno deciso di “stabilizzare” i propri dipendenti piuttosto che assumerne altri ed infatti le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono cresciute del 98,6%.

Anche le cessazioni sono diminuite (-12,4%) rispetto all’anno precedente e la contrazione ha riguardato soprattutto i contratti in somministrazione, i rapporti a termine e i rapporti a tempo indeterminato.

A crescere sono invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente e di contratti in apprendistato mentre rimangono stabili le cessazioni di rapporti stagionali.

L’Inps stesso spiega questi andamenti precisando che “nel mese di gennaio 2019 sono stati incentivati 14.608 rapporti di lavoro con i benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni: 7.058 riferiti ad assunzioni e 7.550 relativi a trasformazioni a tempo indeterminato”.

Quanto al lavoro occasionale, l’osservatorio sul precariato dell’Inps ha indicato che la consistenza dei lavoratori impiegati con Contratto di Prestazione Occasionale (CPO) a gennaio 2019 è stata pari a 16.000 unità e ha indicato come importo mensile lordo medio percepito 232 euro. I lavoratori pagati invece con i titoli del Libretto Famiglia (LF), sono stati a gennaio 2019 circa 10.000, con un importo mensile lordo medio di 320 euro.

Dopo questa fase di “trasformazione contrattuale”, nel corso della quale le assunzioni sono state lasciate un po’ in disparte (per gli incentivi, ma forse anche per le previsioni economiche non proprio entusiasmanti), sembrerebbe, secondo i dati Unioncamere, che nel trimestre marzo – maggio 2019 ci saranno nuove occasioni di lavoro e quindi un mercato probabilmente più dinamico.

La previsione fatta dal sistema Excelsior di Unioncamere ha infatti indicato che ci sono oltre 380 mila contratti programmati dalle imprese nel mese di marzo e più di 1,2 milioni considerando l’intero trimestre marzo-maggio 2019.

Risultano in crescita le assunzioni nel settore manifatturiero e, in particolare, in quello delle industrie metallurgiche (+2,6 mila), della meccatronica (+2,6 mila) e delle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (+1,6 mila). Si registra invece una tendenza in diminuzione per la maggior parte dei comparti del terziario (complessivamente -12,1 mila entrate programmate), ad eccezione del turismo (+4,1 mila).

Le opportunità di assunzione per i giovani “under 30” nel mese di marzo supereranno le 103 mila unità, pari al 27% delle entrate complessive previste dalle imprese. Finanza e commercio si distinguono perché stanno ricercando giovani per oltre il 37% degli ingressi programmati.

Il flusso delle entrate previste a marzo nelle regioni del Nord Ovest è stazionario rispetto allo stesso mese del 2018, e in crescita nel Centro (+5,7 mila), mentre si registrano diminuzioni delle assunzioni programmate nel Nord Est (-1,7 mila) e nella ripartizione Sud e Isole (-7,6 mila).

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni