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La Germania al voto: i temi chiave su energia e ambiente

Focus su carbone, rinnovabili, dieselgate ed economia circolare

di Stefano Consonni

Domenica prossima la Germania è chiamata alle urne per eleggere i membri del nuovo Bundestag. Secondo tutti i sondaggi a vincere la competizione elettorale sarà nuovamente la Cancelliera Angela Merkel, seguita dai Social Democratici (SPD) di Martin Schulz. Alla terza posizione il partito più controverso del panorama elettorale tedesco, ossia Alternative für Deutschland (AfD), formazione di estrema destra che dovrebbe attestarsi attorno al 10%.

Per quanto riguarda la politica energetica e ambientale non ci sono stati grossi scontri durante la campagna elettorale in quanto i due partiti di maggioranza, la CDU/CSU e la SPD, convergono quasi su tutto: affrontare gli effetti dello scandalo sulle emissioni del Dieselgate e alleviare l’inquinamento urbano senza danneggiare i produttori di automobili che, come noto, detengono in Germania un grande potere. Inoltre, al di là dello scetticismo espresso da Alternative für Deutschland, quasi tutti gli altri schieramenti politici (i liberaldemocratici di FDP, l’ala sinistra Die Linke e i Verdi) sostengono l’accordo di Parigi e gli impegni presi dalla Germania nella riduzione delle emissioni. Mentre è stata ormai raggiunta l’unanimità di vedute sulla scelta di chiudere con l’energia nucleare.

Tuttavia le differenze riguardano i modi di attuazione delle politiche in questione. Andando a leggere i programmi elettorali dei principali partiti si possono individuare 4 temi fondamentali riguardanti la politica energetica ed ambientale:

Carbone – Questo è uno dei temi più spinosi in quanto il Governo tedesco continua a fare affidamento su questo minerale fossile che rappresenta ancora il 40 % dell’energia prodotta in Germania, minando la possibilità della nazione di affermarsi come pioniere nell’energia pulita. Infatti il Bundestag, aveva promesso una riduzione dei gas ad effetto serra del 40% dal 1990 al 2020, termine che secondo il think tank Agora Energiewende non verrà rispettato. Su questo tema nessun partito a parte i Verdi – che vorrebbero l’uscita dal carbone entro il 2030 – si prende la responsabilità di promettere date precise sullo smantellamento di un’industria che impiega ancora migliaia di persone.

Energie rinnovabili – Anche in questo caso, la Germania non riuscirà a rispettare il target al 2020, data in cui il consumo di energia prodotta da fonti sostenibili dovrebbe rappresentare il 18% del mercato mentre probabilmente questo dato si attesterà attorno al 16%. Per questo motivo tutti i programmi dei partiti del panorama elettorale affrontano il tema della maggiore capillarità delle reti elettriche e di una più grande penetrazione delle energie pulite, tutti tranne l’AfD, che vorrebbe addirittura cancellare gli incentivi per le fonti rinnovabili.

Inquinamento atmosferico e industria automobilistica – Lo scandalo Dieselgate ha portato con sé un’ondata di cause legali contro l’inquinamento dell’aria causato dalle automobili tanto da far divenire questo argomento centrale all’interno della campagna elettorale:

  • La Cancelliera Angela Merkel ha annunciato un aumento di 500 milioni di euro per aiutare le città a combattere il problema prevedendo anche un rientro negli standard europei dei livelli di inquinamento entro il 2020.
  • La SPD ha sostanzialmente posizioni analoghe a quelle della Cancelliera prevedendo in aggiunta l’utilizzo di combustibili alternativi per taxi e autobus che circolano nelle città.
  • I liberaldemocratici sono invece convinti che la tecnologia sarà in grado di risolvere il problema ma vorrebbero che il Governo si mantenesse neutrale, evitando di puntare da subito solo sul vettore elettrico. Secondo Michael Theurer, a capo della lista FDP nello Lander del Baden-Württemberg, sarebbe sbagliato escludere altre tecnologie come l’idrogeno e i combustibili alternativi.
  • L’AfD ha una posizione simile a quella di FDP.
  • I Verdi e la lista Die Link spingono infine per misure più rigorose che consentano alla Germania entro il 2030 di avere sulle proprie strade soltanto veicoli a zero emissioni.

Economia Circolare – Il mondo politico tedesco ritiene che l’economia circolare sia uno dei settori industriali destinati ad avere maggiori prospettive nel prossimo futuro. In questo settore i Verdi intendono sostituire la plastica monouso con prodotti riutilizzabili, pur continuando a lavorare sulla diminuzione dei rifiuti. La SPD concentra il suo programma sulla maggior durata dei prodotti e sull’informare maggiormente i consumatori in relazione alla possibilità di riparare e riutilizzare quegli stessi prodotti. La CDU/CSU e FDP sostengono invece una maggior efficienza nell’impiego delle risorse promuovendo la produzione di materie prime secondarie e di altri materiali rinnovabili.

Stefano Consonni

Stefano Consonni

Stefano Consonni si è laureato in Scienze Filosofiche con una tesi sul funzionamento del potere nella società contemporanea.Ha iniziato a lavorare nel settore delle Relazioni Esterne e Public Affairs durante gli anni di studio. Dopo un breve periodo come Business Development Manager, è attualmente Public Affairs & Digital Policy di Adl Consulting e Presidente di IDeal – Organization for Digital Politics, associazione con lo scopo di coinvolgere le giovani generazioni nel dibattito politico contemporaneo e divulgare gli studi sulle implicazioni della tecnologia sulla politica. Collabora con le testate Gli Stati Generali, Persone&Conoscenze e LabParlamento
Stefano Consonni

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