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di Nicola Orrù

Il Consiglio dei Ministri ha adottato disposizioni integrative e correttive su lavoro accessorio e ammortizzatori sociali

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 23 settembre ha centrato la sua attenzione sul Jobs Act. Sono state infatti approvate integrazioni che vanno a modificare e completare alcune disposizioni della riforma del lavoro, voluta con forza dal Ministro Poletti nel 2015.

Il dibattito sul Jobs Act è stato focalizzato sulle integrazioni al meccanismo dei voucher, introdotto dal Decreto Legislativo 81/2015. Tali disposizioni mirano a ottenere un controllo maggiore su questi strumenti di pagamento, al fine di evitare una speculazione sul loro uso, garantendone pertanto la piena tracciabilità.

In tal senso, d’ora in poi, gli imprenditori non agricoli saranno obbligati a comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro i dati anagrafici del lavoratore (in alternativa il codice fiscale), il luogo, il giorno e l’ora d’inizio e fine dell’attività lavorativa. Le comunicazioni, tramite posta elettronica o sms, dovranno avvenire 60 minuti prima dell’inizio della prestazione. Nel caso dei datori di lavoro agricoli, questi sono tenuti a comunicare gli stessi estremi con le medesime modalità, con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni.

Altre novità riguardano il Decreto Legislativo 148/2015 in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. In sintesi, viene data alle imprese la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà “difensivi” in “espansivi”, per incentivare l’aumento degli organici. Sono contemplate, inoltre, alcune opportunità anche per le società operanti nelle aree di crisi complessa, che ora potranno ricevere ulteriori interventi (per non più di 12 mesi) di integrazione salariale.

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