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Istruzione e Industria 4.0. Fedeli: digitale alleato della formazione

La ministra presenta al Senato le implicazioni scolastiche del piano: finanziamenti, piattaforme online e investimenti in tecnologia

di Giacomo Di Stefano

Un mondo digitale che sia un alleato dello studio, da sostenere con fondi e programmi didattici di livello. Si è svolta stamattina nella Commissione Lavoro del Senato l’audizione della ministra Valeria Fedeli. Un’occasione per fare il punto su una sfida cruciale per il mondo della ricerca italiana: la digitalizzazione dell’istruzione.

“Oggi Internet e il digitale dettano i tempi della produzione e della conoscenza – spiega la ministra – l’approccio cognitivo sta subendo una rivoluzione e dobbiamo fornire strumenti adeguati ai nostri studenti”. Su questo fronte, il piano del Governo ‘Industria 4.0’ del 2016 segue varie direttrici che vanno dai finanziamenti ai programmi, passando per piattaforme digitali che gestiscano l’alternanza scuola-lavoro.

Sul primo punto, Industria 4.0 ha previsto lo stanziamento (arrivato con l’ultima Legge di bilancio) di 7 miliardi di euro in più – in tre anni – di sgravi fiscali nel settore della conoscenza. Un’azione riformatrice in ambito scolastico, che ha deciso di investire in tre settori chiave: lingue, conoscenze tecnologiche e scuola-lavoro.

Tra le misure previste dal piano dell’Esecutivo, la creazione di atelier creativi e di laboratori territoriali per l’occupabilità, 8.400 animatori digitali con oltre 4.000 istituti impegnati per rendere strutturali le conoscenze digitali nell’ambito della didattica.

Dal lato dell’alternanza scuola-lavoro, il tema – sostiene Fedeli – è decisivo per il ridimensionamento della disoccupazione giovanile, attestata al 34%, “anche per comprendere le proprie attitudini e imparare a lavorare in gruppo”.

Proprio a questo scopo, annuncia la ministra, è stato istituito il sottoprogramma ‘Manifattura 4.0’ rivolto a 250mila studenti. Nel tentativo di avvicinare la didattica al tessuto produttivo, inoltre, verranno istituiti due nuovi indirizzi tecnici: ‘Industria e artigianato per il Made in Italy’ e ‘ Manutenzione e assistenza tecnica’.

Sul fronte della ricerca, saranno invece assunti 300 nuovi ricercatori in settori legati al digitale, come ingegneria, informatica ed economia.

In ultimo luogo, il Ministero dell’Istruzione ha altresì predisposto la creazione di cluster tecnologici nazionali come ‘Fabbrica Intelligente’, al fine di indirizzare la manifattura verso sistemi più innovativi e competitivi.