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Per il nuovo Governo agenda fitta e super-arretrato da smaltire

Tra i molti provvedimenti, ancora da approvare, tutela dei risparmiatori coinvolti nei crack bancari, sblocco assunzioni e altri interventi sociali. Tempi incerti

di Alessandro Alongi

Agenda fitta per il neo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: i tempi della burocrazia non si fermano nemmeno davanti la crisi di governo più lunga della storia repubblicana che, a fatica e dopo 88 giorni, ha condotto alla nascita del 65° Governo italiano. A lanciare l’allarme è l’Ufficio per l’attuazione del programma del (precedente) Governo che, taccuino alla mano, tiene il conto dei provvedimenti attuativi previsti dalla scorsa legge di bilancio.

151 risultano gli atti da predisporre, 77 dei quali contengono delle precise scadenze.

Il precedente esecutivo guidato da Paolo Gentiloni consegna in dote al nuovo inquilino di Palazzo Chigi 41 provvedimenti già adottati, tra cui le disposizioni attuative in materia di fatturazione elettronica, i criteri per l’accesso al pensionamento dei c.d. «lavori usuranti», la stabilizzazione del personale in servizio presso gli enti pubblici di ricerca e i decreti relativi al consolidamento dell’«Industria 4.0».

Tra i tanti dossier che passeranno di mano al nuovo premier Giuseppe Conte quello sulle assunzioni straordinarie del personale volontario dei vigili del fuoco. Servirà invece un decreto ministeriale del dicastero di Matteo Salvini per determinazione i criteri di verifica dell’idoneità psico-fisica per il corso di formazione degli aspiranti pompieri, dopo che il Governo Gentiloni aveva già provveduto a ripartire il fondo da 750 milioni di euro destinato alle attività delle forze di polizia per rafforzare i compiti di pubblica sicurezza. In attesa di capire chi all’interno del nuovo esecutivo prenderà la delega che fu di Luca Lotti, il futuro Consiglio dei ministri dovrà preoccuparsi di individuare i criteri e le modalità di gestione delle risorse assegnate allo sport, il cui mandato è scaduto il 1° maggio scorso. Alla finestra anche le regole per le assunzioni delle donne vittime di violenza.

Scaduta la delega, ancora, per scrivere il regolamento per l’utilizzo del Fondo da 7 milioni di euro per l’assistenza ai bambini affetti da malattia oncologica, termine spirato il 2 marzo 2018.

Giochi ancora aperti (la legge di bilancio non prevede un termine) per la composizione di un gruppo ad hoc nelle forze armate da impiegare nelle attività di monitoraggio, raccolta e analisi delle informazioni antimafia. Senza scadenza – la cui cosa non potrà che provocare ampio dibattito all’interno del nuovo esecutivo – anche la stesura del regolamento utile a rendere operativo il biotestamento, approvato lo scorso dicembre dopo un ostruzionismo serrato del centro-destra. In quell’occasione il leader della Lega Matteo Salvini aveva risposto che, più che occuparsi di fine vita «piacerebbe che questo Parlamento si occupasse degli italiani che stanno vivendo e stanno vivendo male», lasciando ad un ipotetico futuro  i ragionamenti sulla «buona morte». Di contro, invece, il MoVimento 5 Stelle era sceso compatto negli emicicli di Camera e Senato votando con entusiasmo una «legge di civiltà», che portava la firma proprio di un esponente grillino, il deputato Matteo Mantero. 

In coda, a data da destinarsi, le regole per l’attuazione del «Fondo di ristoro finanziario», una dotazione finanziaria da 25 milioni di euro in favore dei risparmiatori rimasti impigliati nella rete dei crack bancari, vittime della violazione degli obblighi di informazione, trasparenza e correttezza nell’acquisto degli strumenti finanziari proposti loro dalle banche coinvolte. Anche questo un cavallo di battaglia in campagna elettorale che i penta-leghisti, adesso, saranno chiamati a realizzare per dimostrare la propria discontinuità con le gestioni passate. Non soltanto a parole.

Alessandro Alongi

Alessandro Alongi

Alessandro Alongi collabora nell’ambito del modulo di “Diritto della rete” all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, è specializzato in Relazioni istituzionali e Diritto parlamentare e attualmente si occupa di tematiche giuridiche e regolamentari presso l’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete di TIM, oltre a svolgere attività di ricerca nell’ambito del Diritto dell’innovazione, del quale è autore di diversi studi e approfondimenti.
Alessandro Alongi
Alessandro Alongi
Alessandro Alongi
Alessandro Alongi collabora nell’ambito del modulo di “Diritto della rete” all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, è specializzato in Relazioni istituzionali e Diritto parlamentare e attualmente si occupa di tematiche giuridiche e regolamentari presso l’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete di TIM, oltre a svolgere attività di ricerca nell’ambito del Diritto dell’innovazione, del quale è autore di diversi studi e approfondimenti.