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Governare nell’era digitale. Comunicazione istituzionale e Social

I ministeri più social, MIUR in testa

di Federica Fabiani

Un elemento essenziale dell’azione di governo nell’era digitale è quella di comunicare efficacemente le proprie decisioni. Il processo decisionale moderno non si conclude infatti soltanto con il passaggio di una legge in parlamento o il varo di un decreto, ma con il comunicare correttamente e nel modo più capillare possibile la messa in atto di determinate politiche pubbliche o iniziative.

In un mondo sempre più connesso e in cui il cittadino è oberato di informazioni, sono gli attori istituzionali a dover ricercare l’attenzione dei singoli. E per questo è essenziale comprendere che se i membri di una comunità trascorrono molto del loro tempo sui social, per poterli informare e poterli far aderire ad una determinata iniziativa, è su queste piattaforme che le istituzioni devono puntare ad incidere. Secondo la ricerca We Are Social 2018 in Italia un utente spende in media 6 ore al giorno su internet e di queste, circa 2 ore sono dedicate interamente ai social media.

Tuttavia, governare nell’era digitale non è complicato soltanto perché la comunicazione 4.0 deve essere integrata ma soprattutto perché la narrazione politico-decisionale moderna necessita di protagonisti forti che siano “popolari” sul web. E la presenza social di uno stakeholder non può che aumentare la capillarità della diffusione del messaggio.

Dal momento che il neonato Governo Conte si regge su una maggioranza giallo-blu costituita dai due movimenti più performanti sui social ossia MoVimento 5 Stelle e Lega, e al cui interno figurano anche i politici italiani più performanti sui social network in termini di like su Facebook, Matteo Salvini in testa con 2.3 milioni di fan seguito da Luigi Di Maio che ne conta 1.7 ML, sarà fondamentale monitorare come verrà impostata la comunicazione dei vari ministeri e se anche questi diventeranno “più social”.

Per questa ragione, nella nostra analisi “Comunicazione istituzionale e Social Network” abbiamo analizzato la presenza sui social media – esclusi i siti web – di ciascun Ministero, includendo anche la stessa Presidenza del Consiglio, e, rispettivamente, la presenza sui canali social dei neo-ministri di Lega e Cinque Stelle.

Non sono stati presi in considerazione, perché non ancora attivi, i riferimenti social dei ministeri senza portafoglio appena costituiti (es. Ministero per la Famiglia e le Disabilità) che ad oggi ancora non esistono.

Come evidenzia chiaramente l’infografica, il Ministero “più social” è quello dell’Istruzione che spazia dai canali più classici come Twitter e Facebook fino a Telegram, passando per Instagram, LinkedIn e YouTube. Paradossalmente, il nuovo Ministro all’Istruzione, Marco Bussetti, non è presente su alcun social media, e lo stesso vale per il secondo Ministero più social, il MEF di Via XX Settembre, il cui nuovo inquilino Giovanni Tria, è anch’egli assente da qualsiasi piattaforma web. Assenti totalmente – per ora – dalle piattaforme web anche il Ministro agli Affari Europei Paolo Savona e il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Il canale di comunicazione istituzionale più diffuso è Twitter (15/15), seguito da YouTube, Facebook e Instagram. Tuttavia, già messo in evidenza in una precedente analisi, Twitter non è affatto la piattaforma più diffusa in Italia, bensì Facebook che – stando a quanto riporta la ricerca  di cui sopra – rimane il social network più utilizzato dagli italiani (la parola Facebook è in cima ai Google Trends ossia la classificazione delle ricerche più effettuate sul motore).

Molto indicativo, in senso negativo a questo punto, che numerosi dicasteri di primaria importanza, come il Ministero dello Sviluppo Economico, non siano presenti su Facebook, la piattaforma social più grande del mondo. 

Pochi, se non pochissimi, anche gli account Instagram istituzionali che sono stati aperti negli ultimi anni, un social media in continua crescita e sul quale sono presenti invece tutti i ministri del Governo Conte ad eccezione dei tre “senior” di cui sopra e delle ministre leghiste Giulia Bongiorno ed Erika Stefani, l’una presente solo su Twitter e l’altra presente anche su Facebook ma con profilo pubblico e non una Pagina Ufficiale.

Il Governo Conte appena costituito, e che sta chiedendo la fiducia al Parlamento proprio in queste ore, avrà addosso gli occhi di tutti e i leader della maggioranza sono già determinati a portare a casa almeno alcuni dei punti avanzati durante la campagna elettorale. La iper-presenza sulle piattaforme social da parte dei ministri del Governo Conte sarà un fattore chiave nella comunicazione dell’operato di Governo, in cui la comunicazione sul web sarà più importante che mai, facendo attenzione a se priorità verrà data alle piattaforme social istituzionali o a quelle personali.

Scarica l’infografica “Comunicazione istituzionale e Social Network”