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Focus Europa: si vota sul Clean Energy Package

La sede del Parlamento Ue a Strasburgo (Photo credits: Afp)

Strasburgo discute su efficienza, Fer e governance. Dopo Brexit: tasse su plastica e CO2. Punto settimanale su Energia e Ambiente

di Stefano Consonni

Lo abbiamo scritto che il 2018 sarà un anno decisivo per la politica energetica e ambientale europea. I dossier che circolano nelle istituzioni UE regoleranno la transizione energetica che cambierà i business delle aziende, le loro abitudini e quelle dei singoli cittadini. Si inizia oggi con un appuntamento fondamentale. Alle 14,30 è fissato il voto del Parlamento Europeo sui tre dossier più importanti del Clean Energy Package: la Direttiva sull’efficienza energetica, la Direttiva sulle energie rinnovabili e il Regolamento sulla governance. Di seguito proponiamo una fotografia del voto allo stato attuale. L’altro punto di cui offriamo un approfondimento riguarda la dichiarazione del Commissario per il Bilancio dell’UE Günther Oettinger, che anticipa le intenzioni della Commissione di stabilire nuove tasse su plastica e CO2.

  • La fotografia del voto sul Clean Energy Package. Direttiva sulle energie rinnovabili: il Parlamento adotterà con tutta probabilità l’obiettivo del 35% al 2030, rispettando il voto di novembre in Commissione ITRE. Gli obiettivi saranno vincolanti a livello comunitario ma non a livello nazionale. I singoli Paesi che non raggiungeranno i propri obiettivi energetici nazionali (massimo il 10% meno) non verranno sottoposti a sanzioni solo nel caso in cui sussistano “circostanze eccezionali e debitamente giustificate”. Per quanto riguarda l’uso di energie rinnovabili nel settore dei trasporti, S&D, PPE e ALDE sono concordi nel fissare l’obiettivo al 12% (di cui il 10% deve essere raggiunto da biocarburanti di seconda generazione, ossia basati su rifiuti ed energia rinnovabile). Manca invece un accordo sul ruolo che i biocarburanti di prima generazione, ossia quelli provenienti da colture, debbano avere nel mix energeticoDirettiva su efficienza energetica: per quanto riguarda gli obiettivi di efficienza energetica il 28 novembre i deputati della Commissione per l’Industria, la ricerca e l’energia (ITRE) del Parlamento europeo hanno votato per aumentare il target sul risparmio energetico dal 30 al 40% entro il 2030. La risoluzione era stata approvata con uno scarto di soli 3 voti. Allo stato attuale ciò che pare più probabile è un accordo tra S&D, Verdi e ALDE sul 35%.
  • Con l’uscita della Gran Bretagna dal blocco UE, il Bilancio dell’Unione dovrà rinunciare a 13 miliardi di euro l’anno: un buco finanziario che necessita di essere colmato. A questo proposito, la scorsa settimana il Commissario per il Bilancio dell’UE Günther Oettinger ha dichiarato che sono in corso di elaborazione una proposta per tassare la plastica e una per spostare le entrate provenienti dall’Emissions Trading System dal livello nazionale a quello comunitario (al momento non sono disponibili ulteriori dettagli). Ciò che possiamo specificare è che nella Strategia della Plastica presentata ieri dalla Commissione UE non si fa cenno ad alcuna tassa. Tuttavia la tassazione sulla plastica è entrata pienamente nel dibattito pubblico. Recentemente, il Governo inglese ha annunciato di voler eliminare tutte le confezioni in plastica “usa e getta” entro 25 anni. Giovedì 11 gennaio, la premier Theresa May ha proposto una tassa su tutte le confezioni monouso (comprese posate e cannucce) e ha esteso a tutti i negozi una tassa di 5 centesimi sui sacchetti di plastica, già in vigore nei supermercati. Inoltre, ha dichiarato che gli uffici governativi faranno a meno di piatti e posate di plastica per dare il buon esempio. La proposta di spostare il reddito proveniente dall’ETS sul livello comunitario era stata già discussa e respinta in novembre durante una riunione in cui il Consiglio aveva approvato la propria posizione sulla riforma ETS per il periodo relativo al post 2020. La proposta è ora in attesa dell’OK del Parlamento che dovrebbe arrivare a breve, in quanto il voto del Consiglio ratificava un accordo preliminare tra la Presidenza Estone e il Parlamento. Visti i trascorsi, sembra difficile che questa iniziativa trovi il sostegno degli Stati membri.
Stefano Consonni

Stefano Consonni

Stefano Consonni si è laureato in Scienze Filosofiche con una tesi sul funzionamento del potere nella società contemporanea.Ha iniziato a lavorare nel settore delle Relazioni Esterne e Public Affairs durante gli anni di studio. Dopo un breve periodo come Business Development Manager, è attualmente Public Affairs & Digital Policy di Adl Consulting e Presidente di IDeal – Organization for Digital Politics, associazione con lo scopo di coinvolgere le giovani generazioni nel dibattito politico contemporaneo e divulgare gli studi sulle implicazioni della tecnologia sulla politica. Collabora con le testate Gli Stati Generali, Persone&Conoscenze e LabParlamento
Stefano Consonni