Ricordati di me
dicembre 20, 2019
Cannabis light: quale soluzione per l’attuale incertezza?
dicembre 20, 2019
Mostra tutto

Focus Europa: i punti principali del Green Deal

Dalla neutralità climatica entro il 2050 al nuovo piano per l’economia circolare, passando per l’installazione di 1 milione di punti di ricarica entro il 2025: ecco i cardini del piano presentato l’11 dicembre da Ursula von der Leyen

di Stefano Consonni

Green Deal europeo: i punti principali

Mercoledì 11 dicembre la Commissione europea ha presentato il Green Deal europeo. La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato che il vecchio modello economico basato sui combustibili fossili è ormai obsoleto e che l’obiettivo dell’Europa è conciliare l’economia con le esigenze del pianeta: «Questo è il momento dell’uomo sulla luna», ha sottolineato von der Leyen, promettendo che nessun Paese membro dell’UE verrà lasciato solo nel gestire la transizione energetica.

Di seguito i punti salienti del Green Deal:

Neutralità climatica: l’obiettivo generale del Green Deal europeo, ossia il raggiungimento di emissioni zero entro il 2050, sarà sancito in una “Climate Law” che verrà presentata a marzo 2020. La nuova legge sul clima conterrà la revisione degli obiettivi climatici europei al 2030 come la riduzione dei gas serra che dal 40% passerà al 50-55%.

Inoltre, la Commissione ha dichiarato che provvederà a rivedere tutte le Direttive e i Regolamenti al fine di allinearli ai nuovi obiettivi climatici: efficienza energetica, energie rinnovabili, sistema ETS, riduzione delle emissioni, cambio di destinazione d’uso del suolo. Le revisioni di Direttive e Regolamenti verranno presentate sotto forma di proposte come parte di un pacchetto unico entro marzo 2021.

Infine, nel 2020 verrà presentato il piano “Smart Sector Integration” che riunirà in un unico sistema i settori dell’elettricità, del gas e del riscaldamento. E insieme a questo piano arriverà anche un’iniziativa per sfruttare il potenziale dell’eolico offshore.

Economia circolare: nel mese di marzo 2020 verrà presentato dalla Commissione europea un nuovo piano per l’economia circolare che includerà le linee guida per la fabbricazione di prodotti sostenibili.

Un funzionario della Commissione ha dichiarato ad Euractiv che è necessario prepararsi alla produzione di acciaio utilizzando l’idrogeno entro il 2030, anno in cui si configura l’ultimo ciclo di investimenti per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica al 2050.

Rinnovamento degli edifici: quest’area di interventi si configura come uno dei programmi di punta del Green Deal per diminuire le emissioni. L’obiettivo è quello di raddoppiare o triplicare il tasso di ristrutturazione degli edifici, che attualmente si attesta intorno all’1%.

Zero Inquinamento: l’obiettivo è il raggiungimento di aria, acqua e suolo non inquinati entro il 2050. Per fare ciò la Commissione proporrà una Strategia per la Chimica finalizzata ad eliminare gli elementi tossici.

Ecosistemi e biodiversità: la Commissione europea presenterà una Strategia sulla biodiversità entro marzo 2020 che includerà misure per affrontare l’inquinamento del suolo e delle acque. Inoltre, saranno presentate nuove regole di etichettatura al fine di promuovere la vendita di prodotti agricoli che non producono deforestazione.

Strategia “Dal produttore alla tavola”: nella primavera del 2020 la Commissione presenterà la nuova Strategia per l’Agricoltura con l’obiettivo di ridurre significativamente l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e antibiotici. I nuovi Piani strategici nazionali in ambito agricolo, che saranno presentati dagli Stati il prossimo anno, dovranno essere in linea con gli obiettivi del Green Deal.

Trasporti: la Commissione incentiverà l’utilizzo di veicoli elettrici con l’installazione in tutta Europa di 1 milione di punti di ricarica pubblici entro il 2025. I carburanti sostenibili saranno promossi nei settori della navigazione per mare e aria, del trasporto pesante su strada dove ad oggi l’elettrificazione non è possibile.

Sostenere la transizione: per supportare i Paesi membri nella transizione sostenibile, soprattutto quegli Stati che maggiormente dipendono da fonti fossili, la Commissione europea intende creare un fondo da 100 miliardi di euro. Le linee guida relative agli aiuti di Stato saranno riviste in quest’ottica.

R&S e innovazione: il programma Horizon Europe, con un budget proposto di 100 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, contribuirà al Green Deal. Il 35% del budget per la ricerca sarà destinato a tecnologie rispettose dell’ambiente.

Relazioni esterne: mano a mano che l’Europa intensifica i suoi sforzi per raggiungere la neutralità climatica, la Commissione si aspetta che gli altri Continenti seguano la medesima traiettoria. Se così non fosse, l’Unione europea metterà in atto diverse azioni per proteggere il proprio comparto industriale.

Per parte sua, il Parlamento europeo risponderà alle proposte della Commissione contenute nel Green Deal con l’adozione di una risoluzione nel corso della sessione Plenaria del 13-16 gennaio 2020.

COP25: rimandato al 2020 l’accordo sullo scambio di emissioni

Una delle questioni più delicate della COP25 di Madrid era rappresentata dal trovare un accordo sulla regolazione internazionale dello scambio di CO2. Nonostante sedici giorni di negoziati, l’accordo sull’articolo 6 del Trattato sul commercio internazionale della CO2 è stato rimandato alla COP26 di Bonn che si terrà nel 2020. Il mancato accordo è sintomo della spaccatura tra i Paesi maggiormente ambiziosi in termini di sostenibilità e quelli che invece si accontentano dello status quo. Il Segretario generale dell’ONU, António Guterres, così come la Presidente della COP25, Carolina Schmidt, si sono detti delusi. La delegazione dell’UE in un comunicato ha espresso il proprio disappunto per il fatto che dopo anni di duro lavoro non sia stato trovato un accordo su un tema così importante. Tuttavia, la delegazione ha sottolineato che i 196 Paesi che partecipano alla COP sono più vicini all’accordo rispetto al passato.

Ad essere contrari all’accordo sono stati giganti come Stati Uniti, Brasile, Australia e Arabia Saudita. Alcuni hanno sostenuto che il mancato accordo sia stato un fallimento diplomatico della presidenza della COP25 e della diplomazia francese i cui tentativi di mediazione sono stati troppo deboli lasciando soli il Ministro dell’ambiente tedesco e il Vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans.

L’unica nota positiva della COP25 di Madrid è rappresentata dall’annuncio del Green Deal europeo avvenuto l’11 dicembre.

Solare fotovoltaico europeo: installazioni cresciute del 104%

Martedì 10 dicembre SolarPower Europe ha pubblicato una ricerca sull’industria solare fotovoltaica in Europa. Lo studio afferma che nel 2019 il fotovoltaico è cresciuto del 104% con 16,7 GW di installazioni aggiunte, più del doppio rispetto agli 8,2 GW aggiunti nel 2018.

Secondo il report, nel 2019 la Spagna ha aggiunto 4,7 GW, seguita da Germania (4 GW), Paesi Bassi (2,5 GW), Francia (1,1 GW) e Polonia, che ha quasi quadruplicato la capacità di installazione a 784 MW.

SolarPower Europe ha previsto che entro la fine del 2019 l’Unione europea avrà un totale di 131,9 GW istallati (un aumento del 14% rispetto ai 115,2 GW operanti nel 2018).

La forte crescita è dovuta principalmente all’abbassamento dei prezzi dei moduli fotovoltaici e ad alcune misure politiche conseguenti alla necessità di raggiungere i target europei sulle rinnovabili al 2020. Secondo SolarPower Europe la tendenza di crescita dovrebbe intensificarsi nei prossimi anni grazie agli obiettivi climatici al 2030 e al 2050.

Neutralità climatica al 2050, all’appello manca la Polonia

Durante il Consiglio europeo di giovedì 12 dicembre, tutti i Paesi dell’UE tranne la Polonia hanno sottoscritto l’accordo per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. I leader europei hanno concesso tempo a Varsavia fino a giugno 2020 per firmare l’accordo. La Polonia ha una forte dipendenza dal carbone, ma se Varsavia non dovesse ratificare l’accordo non potrebbe usufruire del fondo di 100 miliardi messo a disposizione proprio per aiutare i Paesi europei a gestire la transizione ecologica.

Stefano Consonni

Stefano Consonni

Stefano Consonni si è laureato in Scienze Filosofiche con una tesi sul funzionamento del potere nella società contemporanea.Ha iniziato a lavorare nel settore delle Relazioni Esterne e Public Affairs durante gli anni di studio. Dopo un breve periodo come Business Development Manager, è attualmente Public Affairs & Digital Policy di Adl Consulting e Presidente di IDeal – Organization for Digital Politics, associazione con lo scopo di coinvolgere le giovani generazioni nel dibattito politico contemporaneo e divulgare gli studi sulle implicazioni della tecnologia sulla politica. Collabora con le testate Gli Stati Generali, Persone&Conoscenze e LabParlamento
Stefano Consonni