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Il Fisco in Italia è diventato “SPID”. Basta avere 18 anni

Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate

Accessibili una serie di importanti servizi online. Gli ultimi dati. Cosa potranno fare cittadini e imprese

di Stefano Bruni

Dal 9 aprile, con un provvedimento a firma del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, una serie di servizi della stessa Agenzia saranno accessibili anche tramite il Sistema Pubblico d’Identità Digitale (SPID), su cui sta puntando il Governo che, nel Codice dell’amministrazione digitale (CAD), aveva previsto che “l’accesso ai servizi in rete erogati dalle pubbliche amministrazioni che richiedono identificazione informatica” dovesse avvenire “tramite SPID”.

Soddisfazione è stata espressa per l’iniziativa sia da parte dello stesso Ruffini, che ha sottolineato come “l’accesso tramite le credenziali Spid si affianca alle attuali modalità di autenticazione previste per i 7,3 milioni utenti dei servizi telematici dell’Agenzia”, sia da parte dell’Agid (l’Agenzia per l’Italia Digitale) che ha evidenziato che “il passo dell’Agenzia delle Entrate è importante perché si tratta di servizi utilizzati da tutti i cittadini. E quindi è una mossa propedeutica alla diffusione dello strumento identità digitale“.

In verità, solo pochi giorni fa sono stati diramati i dati relativi alla diffusione delle identità Spid e quello che ne viene fuori non è certo un quadro incoraggiante. In particolare, a sei mesi dal lancio c’erano solo 90.000 identità spid erogate (quindi con una media di 500 identità al giorno), a 12 mesi dal lancio c’erano 1.265.000 identità (quindi con una media complessiva di 3.500 identità erogate al giorno) a 24 mesi dal lancio ci sono 2.300.000 identità (quindi con una media complessiva di 3.100 identità al giorno).

Questi dati mostrano che, rispetto al primo anno in cui SPID ha fatto registrare una crescita esponenziale, spinto dal bonus 18enni e dalla carta docenti, nel 2017 tale crescita ha subito un forte rallentamento. Proseguendo a questa velocità, Spid non raggiungerà i numeri stimati due anni fa dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano come indice di successo dell’iniziativa: ossia la possibilità, a tre anni dal lancio (inizio 2019), di raggiungere un potenziale utenti compreso tra un minimo di 9 milioni e un massimo di 17 milioni, rispettivamente pari a circa il 20% e al 40% degli utenti digitali Italiani.

Per raggiungere questi numeri bisognerebbe infatti registrare una crescita di 18.000-40.000 utenti al giorno, tassi ben lontani dai 2.800 utenti al giorno registrati nell’ultimo anno.

Certo è che i servizi che hanno “obbligato” i cittadini ad aderire per accedere a bonus (nel corso del 2016) hanno avuto un ruolo importante. E dunque, probabilmente, anche questa nuova iniziativa consentirà a Spid di “recuperare terreno”. Tuttavia, per convincere i cittadini non solo ad aderirvi, ma anche ad utilizzarlo, è necessario che ne riconoscano il valore e la comodità.

E dunque, cosa potrà fare un cittadino o un’impresa con Spid?

Con una sola password potranno accedere, oltre ai servizi già offerti da Inps, Inail e molte altre amministrazioni pubbliche, anche ai servizi fiscali, benché con una precauzione in più. L’accesso all’Agenzia delle Entrate e della riscossione, richiederà infatti il secondo livello di sicurezza delle credenziali. Non solo il nome utente e la password, ma anche un codice temporaneo di accesso, che viene generato con un software.

Ma prima di poter fare tutte queste cose, bisognerà ottenere le credenziali Spid.

Come? Basta aver compiuto 18 anni ed essere in possesso di un indirizzo e-mail, un numero di telefono, un documento di identità valido e la tessera sanitaria con il codice fiscale. Occorrerà poi scegliere uno degli 8 gestori di identità digitale (Identity provider) – tra cui Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namirial, Intesa – e registrarsi sul loro sito seguendo i vari step per l’identificazione.

Da lì in poi tutti i servizi, dall’affitto al catasto, passando per la dichiarazione precompilata e per tutte le altre funzionalità già attive, saranno a portata di “mouse”.

Insomma, una vera e propria rivoluzione per cittadini e imprese, che appare più facile a farsi che a dirsi.

Ma sarà proprio così ?!

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni