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Finestra politica. Immigrati: Berlusconi e Renzi, botta e risposta

Nel centrodestra è polemica sul post-voto. Renzi: vittoria o sconfitta a seconda se saremo primo gruppo parlamentare. Parlamentarie M5S: i risultati

di LabParlamento

Dopo un weekend di tensioni successive all’episodio razzista di Macerata, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è intervenuto dichiarando che “600 mila migranti non hanno diritto di restare, sono una bomba sociale pronta ad esplodere…Devono essere gradualmente rimpatriati”.  E al contempo ha però aperto all’iniziativa della senatrice a vita Liliana Segre, che chiede di cancellare la parola “razza” dalla Costituzione.

Non si fa attendere la risposta di Matteo Renzi che su Repubblica Tv risponde: “L’immigrazione dipende da due fattori: coi trattati di Dublino ogni Paese gestisce il fenomeno da solo, ma quegli accordi che ora il capo di Forza Italia contesta li ha firmati lui nel 2003. E se in Italia arrivano i migranti è perché qualcuno ha fatto la guerra in Libia e il presidente del Consiglio era Berlusconi”.

Su questo fronte è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolineando come l’Italia “ha bisogno di sentirsi comunità, senza diffidenza. La mancanza di senso di comunità porta a diffidenza, intolleranza e a volte alla violenza”.

Clima teso anche all’interno della coalizione di centrodestra, dove si scatena una polemica rispetto ad eventuali larghe intese post – voto. Dopo che Silvio Berlusconi ha dichiarato di non partecipare alla manifestazione “anti inciucio” organizzata dalla Meloni il 18 febbraio, la leader di Fdi, ha replicato affermando di essere “basita di fronte alle parole di Berlusconi”. La Meloni ha poi dichiarato: “Gli italiani ora sanno che Forza Italia si dice disposta a un altro governo con Renzi, mentre Fratelli d’Italia no”. Dichiarazione contestata successivamente dal Cavaliere che ha precisato “di non aver mai parlato di coalizione allargata”, e che “non ci sarà nessuna possibilità di andare a fare una coalizione con questo Pd, se non ci sarà sarebbe necessario ritornare alle urne”. Sempre in tema di equilibri post voto, Matteo Renzi alza la sua asticella: “Ci vuole molta serietà e buonsenso: se il Pd è primo gruppo parlamentare, abbiamo vinto le elezioni, se non lo è, non abbiamo vinto. Per me la differenza tra vittoria e sconfitta lo fa se siamo o no il primo gruppo parlamentare”.

Sempre in casa centrosinistra, Renzi, che ha presentato oggi al Teatro Eliseo i candidati del Pd, ha annunciato che la chiusura della campagna elettorale avverrà in 100 piazze d’Italia (dopo aver reso noto venerdì scorso il programma elettorale), mentre proseguono le polemiche sugli impresentabili all’interno delle liste elettorali dopo l’elenco svelato ieri dal Movimento 5 Stelle: “Non vogliamo fare la battaglia sugli indagati ma non prendiamo lezioni di onestà da Di Maio. Un’impresentabile si chiama Sara Cunial, candidata in Veneto con il M5s: questa signora dice che il vaccino è genocidio, mentre Dessì sta con i picchiatori del clan Spada” ha dichiarato Renzi.

Il Movimento 5 Stelle, come ricordato, ha pubblicato tutti i risultati delle parlamentarie, a quasi tre settimane di distanza dal voto online. Con le polemiche degli esclusi che non si placano.