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Finestra politica. Forza Italia apre al Pd ma Salvini non ne vuole sapere

Prosegue lo stallo: Pd all’opposizione. Berlusconi ha paura di votare. M5S si spacca su #Torino2026

di Federica Fabiani

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito di nuovo, con forza, l’importanza di essere “corresponsabili per le sorti comuni del nostro paese”, facendo quindi un riferimento implicito alla situazione politica italiana.  L’occasione è stata la consegna di 29 Attestati e distintivi d’onore di “Alfiere della Repubblica” a ragazze e ragazzi che si sono distinti nella “promozione del bene comune”.

A solo una settimana dalle elezioni, lo scenario sembra già di totale stallo. Il Partito Democratico, la cui direzione è ancora in corso, ha confermato il proprio ruolo di opposizione: siano gli altri ad assumersi la responsabilità di rispondere agli elettori; Matteo Salvini sembra proprio dello stesso avviso: “Gli italiani non ci hanno votato per riportare Renzi al governo, mi sembra evidente. I ragionamenti sulla maggioranza non sono sui numeri ma sul programma”. Così il leader della Lega, alle domande dei giornalisti sulle possibili alleanze per governare.

Diverso invece l’atteggiamento dell’ormai secondo partito della coalizione di centrodestra, Forza Italia. In un’intervista di oggi a La StampaSilvio Berlusconi ha reiterato l’idea che la responsabilità di dare un Governo all’Italia spetti a tutti, Pd compreso: Gli italiani hanno deciso di dare una maggioranza al centro-destra, ma anche di non assegnare ad alcun partito o coalizione la forza di governare da sola.” Non solo, il Cav ha ribadito come una formula M5S+Lega non sia assolutamente possibile e che, allo stesso tempo, tornare a votare con questi numeri sarebbe assolutamente inutile. “Il voto ha detto con chiarezza che oggi una maggioranza politica fra gli elettori non c’è. Non può essere la legge elettorale a crearla.

Ma la posizione di Berlusconi non è quella dell’uomo solo al comando. Anche Renato Brunetta è intervenuto nel dibattito con parole simili: “Noi di Forza Italia con il Partito Democratico abbiamo fatto le larghe intese all’inizio della passata Legislatura, quindi dimostrando grande senso di responsabilità. (…) Noi ci auguriamo che altrettanta responsabilità possa venire dall’intero PD. Che un partito con la storia del Partito Democratico si tiri fuori completamente dicendo “ora tocca a voi” non mi sembra molto serio. (…) ci vuole un po’ di tempo”. Anche se va sottolineato che nel 2013 si trattò di un governo di coalizione vero e proprio, e non soltanto di un appoggio esterno di Forza Italia concesso ad un governo a guida PD, come invece si chiede ora. Brunetta ha poi aggiunto che nulla toglie che, per l’elezione dei presidenti delle Camere, si tenga conto anche del Partito Democratico, auspicando che le votazioni diano “un’indicazione della prossima maggioranza di governo, diretta o indiretta”. La posizione dell’alleato vincitore (leggi Salvini) è però chiaramente opposta: la presidenza delle Camere dovrà andare ai due vincitori delle elezioni: Lega e Movimento 5 Stelle.

Nel frattempo, sul blogdellestelle.it è stato ufficializzato che Giulia Grillo e Danilo Toninelli sono i nuovi capigruppo del MoVimento 5 Stelle, rispettivamente alla Camera e al Senato, e che resteranno in carica per 18 mesi. Entrambi hanno già incontrato tutti i rispettivi colleghi pentastellati.

Situazione meno fluida invece per il  Movimento a livello locale. Dopo la proposta blitz di Beppe Grillo e Chiara Appendino, sindaco di Torino, per riportare le Olimpiadi invernali nel capoluogo piemontese nel 2026, lo stesso Movimento si è spaccato, facendo venire meno la maggioranza necessaria alla prima cittadina per discutere la candidatura della città in seno al Consiglio Comunale.

Le 5 stelle, per ora, non incrociano i 5 cerchi olimpici.