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Finestra politica. Alla Lega premiership e Friuli-Venezia Giulia, a Forza Italia il Senato

Verso la presidenza di Palazzo Madama: sul piatto i nomi di Romani, Bernini e Gasparri.

di Federica Fabiani

“A noi il Senato, al Movimento 5 Stelle la Camera”, questo il motto di oggi della coalizione di centrodestra. Ma per centrodestra si intende Forza Italia.

Dal vertice di oggi a Palazzo Grazioli tra Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, si sarebbe concordato di fare una proposta comune della coalizione per la presidenza di Palazzo Madama, che andrebbe a Forza Italia.

Da quanto si apprende, l’ex-premier avrebbe fatto pressioni sul nome del capogruppo azzurro al Senato, Paolo Romani, che, tuttavia, va sottolineato, non rispetta il diktat imposto da M5S teso ad escludere i “condannati”. Proprio per questo rimangono in campo anche i nomi di altri due senatori azzurri: Anna Maria Bernini e Maurizio Gasparri.

L’accordo su Forza Italia alla presidenza di Palazzo Madama sarebbe avallato anche dalla decisione della coalizione di centrodestra di candidare il leghista Massimiliano Fedriga, pupillo di Salvini, a governatore (assicurato, viste le percentuali del 4 marzo) del Friuli-Venezia Giulia (le elezioni si terranno il 29 aprile p.v., ndr).

Insomma, una spartizione fatta a tavolino: a Salvini la premiership in pectore, a Forza Italia il Senato e alla Lega la regione del nord-est.

Non solo, si apprende anche che, in occasione del vertice, Forza Italia avrebbe sottolineato la necessità di riconoscere “in ciascun ramo del Parlamento un vicepresidente a ogni gruppo parlamentare che non esprima il presidente”. Un’apertura al PD, viene fatto notare.

Il centrodestra propone ai capigruppi parlamentari un comune percorso istituzionale che consenta alla coalizione vincente di esprimere il presidente del Senato e al primo gruppo parlamentare M5S il presidente della camera. A tal fine anche per concordare i nomi i leader del centrodestra invitano le altre forze politiche ad un incontro congiunto domani“. È quanto si apprende da una nota diffusa al termine dell’incontro tra i tre al termine del quale Berlusconi ha convocato lo stato maggiore di FI.

Presenti anche Romani e il capogruppo di FI alla Camera Renato Brunetta che, tra l’altro, proprio questa mattina hanno incontrato a Montecitorio il coordinatore della segreteria del Partito Democratico, Lorenzo Guerini. Durante l’incontro con il rappresentante dei dem, Forza Italia ha ribadito quanto già detto ieri a Giulia Grillo e Danilo Toninelli (capigruppo di Camera e Senato per il Movimento), ossia che essendo stato “il secondo partito più votato alle elezioni politiche del 4 marzo, (il Partito Democratico, ndr) deve essere coinvolto nell’accordo al quale si sta lavorando in queste ore”.

Per quanto riguarda la Camera, invece, per una presidenza a 5 Stelle di Montecitorio in pole vi sono i nomi di Riccardo Fraccaro e Roberto Fico, già deputati della XVII Legislatura.

Presidenze delle Camere a parte, ciò su cui le forze politiche non sembrano trovare una quadra, almeno pubblicamente, è la questione dell’esecutivo: M5S e Lega? M5S e centrodestra unito? o, addirittura, M5S e PD?

Per chiudere, il mondo degli opinionisti sembra diviso tra chi sostiene che Silvio Berlusconi avrebbe aperto la porta proprio ai pentastellati in vista di un governo insieme, contro chi invece sostiene che il Movimento 5 Stelle stia corteggiando il Partito Democratico.

Chi cederà? Staremo a vedere.

Tra gli appuntamenti di questa stasera, la riunione dei “big” del Partito Democratico (confermata la presenza del Segretario ad interim Maurizio Martina, Lorenzo Guerini, Graziano Delrio, Dario Franceschini e Andrea Orlando), Luca Lotti e Maria Elena Boschi assenti.