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Facebook e quell’idea di criptofinanza così difficile da realizzare

Proseguono le tormentate vicende del famigerato social alla ricerca del proprio posto nel mondo (finanziario). Tra entusiasmi iniziali e abbandoni in corso d’opera, Mark Zuckerberg ha dato il via ufficialmente a Libra, la prima moneta virtuale capace di abbracciare l’intero pianeta

di Alessandro Alongi

Continua il calvario di Mark Zuckerberg, impegnato nel lancio della prima moneta virtuale planetaria targata Facebook.

Dopo aver presentato alla comunità finanziaria mondiale “Libra”, la prima moneta tutta elettronica, il patròn del popolare social continua a perdere pezzi. La “santa alleanza” del credito digitale, infatti, ha registrato un altro illustre abbandono. Dopo l’addio di Paypal, MasterCard e Visa, è notizia di qualche giorno fa la partenza di eBay. Il celebre sito di aste online, dapprima entusiasta di collaborare con Menlo Park, ha annunciato recentemente il proprio dietro front: «rispettiamo la visione della Libra Association. eBay ha però deciso di non voler andare avanti come membro fondatore. Al momento siamo concentrati a gestire l’esperienza dei nostri clienti sui pagamenti».

Più diplomatica Stripe, la piattaforma californiana di pagamenti online, anch’essa chiamatasi fuori dall’innovativo progetto di Facebook: «la nostra missione è sostenere i progetti che puntano a rendere il commercio online più accessibile per la gente. Libra ha questo potenziale. Seguiremo i suoi progressi da vicino e resteremo aperti a lavorare con Libra Association in una fase successiva». La sostanza , però, non cambia.

Ma Mark Zuckerberg non è tipo da scoraggiarsi facilmente e, non curante delle defezioni, ha attovagliato i 21 partner rimasti a Ginevra, riuniti sotto il consorzio Libra Association, e ha dato il via ufficialmente al progetto monetario.

Tra le 21 società che stanno scommettendo sulla nuova valuta virtuale nomi del calibro di Uber, Vodafone, Iliad e Spotify, nonché alcune realtà molto attive nel venture capital. Faranno parte del Consiglio di amministrazione del neonato Libra Council Matthew Davie (Kiva Microfunds), Patrick Ellis (PayU), Katie Haun (Andreessen Horowitz), Wences Casares (Xapo Holdings) e David Marcus, quest’ultimo posto a capo di Calibra, la società di Facebook che fungerà da portafoglio elettronico e rappresenterà la vera “Banca” del social network. All’interno di Calibra, infatti, transiteranno tutte le Libre che 2 miliardi e mezzo di utenti di FB si scambieranno.

Di fronte le polemiche circa il potenziale rischio del travaso delle informazioni personali e dell’utilizzo dei dati derivanti dalle abitudini di pagamento di ciascun utente da parte della creatura di Zuckerberg i padri fondatori del progetto, in una nota prontamente diffusa, hanno fatto sapere che si impegneranno a predisporre tutte le condizioni per rafforzare la governance aumentando la trasparenza e accogliendo, in seno al neonato Board, tutti coloro i quali vorranno unirsi al progetto, senza discriminazione alcuna. Parità di accesso al futuro, insomma, garantita a tutti.

Alessandro Alongi

Alessandro Alongi

Alessandro Alongi collabora nell’ambito del modulo di “Diritto della rete” all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, è specializzato in Relazioni istituzionali e Diritto parlamentare e attualmente si occupa di tematiche giuridiche e regolamentari presso l’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete di TIM, oltre a svolgere attività di ricerca nell’ambito del Diritto dell’innovazione, del quale è autore di diversi studi e approfondimenti.
Alessandro Alongi
Alessandro Alongi
Alessandro Alongi
Alessandro Alongi collabora nell’ambito del modulo di “Diritto della rete” all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, è specializzato in Relazioni istituzionali e Diritto parlamentare e attualmente si occupa di tematiche giuridiche e regolamentari presso l’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete di TIM, oltre a svolgere attività di ricerca nell’ambito del Diritto dell’innovazione, del quale è autore di diversi studi e approfondimenti.

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