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Il voto del 5 giugno rappresenta lo step iniziale verso la consultazione di ottobre, nonché l’occasione di regolare alcuni conti nei partiti

Domenica 5 giugno si terrà il primo turno delle elezioni di Sindaci e Consigli Comunali in oltre 1.300 città italiane, compresa la gran parte dei grandi Comuni del Paese: Roma, Milano, Napoli, Bologna e Torino. A concorrere, con modalità variabili a seconda dei contesti locali e dei rapporti tra i partiti, saranno i candidati riconducibili a PD, M5S, sinistra radicale, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Area Popolare.

La sfida più rilevante è senza dubbio quella che avrà luogo a Roma, dove a contendersi il governo di una città tuttora scossa dagli eventi di Mafia Capitale e dalla conclusione traumatica dell’esperienza da Sindaco di Ignazio Marino saranno Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle, Roberto Giachetti del Partito Democratico, la leader di FdI Giorgia Meloni, l’imprenditore (sostenuto anche da Forza Italia) Alfio Marchini e Stefano Fassina di Sinistra Italiana. Dai risultati della tornata elettorale romana si trarranno infatti conclusioni che, inevitabilmente, avranno ripercussioni sul quadro politico nazionale: dall’opportunità per l’M5S di amministrare per la prima volta un capoluogo di Regione (partendo addirittura dalla Capitale d’Italia) al peso del sostegno del premier Matteo Renzi al dem Giachetti, dall’esito della contesa per la leadership del centrodestra tra Silvio Berlusconi e il tandem Salvini-Meloni alla capacità della sinistra radicale di “scippare” quegli elettori del PD ormai ostili al Presidente del Consiglio. Quasi sicuramente sarà il ballottaggio del 19 giugno a sancire chi si insedierà al Campidoglio.

Spunti di simile interesse possono essere rintracciati anche nelle elezioni di Milano e Napoli, dove nel primo caso il risultato raccolto da Stefano Parisi (al quale si contrappongono Giuseppe Sala, ex ad di Expo vicino a Renzi, Gianluca Corrado dei 5Stelle e Basilio Rizzo di SI) fornirà un’indicazione sulle possibilità per il centrodestra di presentarsi unito in occasione delle prossime elezioni Politiche, mentre nello scenario partenopeo risiede l’unica opportunità di conferma per uno dei “Sindaci arancioni” del 2011, l’ex magistrato Luigi De Magistris. Più prevedibile appare l’esito delle consultazioni di Torino e Bologna, dal momento che i primi cittadini uscenti (di centrosinistra) Piero Fassino e Virginio Merola dovrebbero ottenere un secondo mandato dai loro cittadini, nel caso del capoluogo emiliano probabilmente già al primo turno.

Quali che siano i risultati, la tornata amministrativa del 5 giugno rappresenta una prima importante tappa di avvicinamento al referendum costituzionale del prossimo ottobre, in vista del quale Renzi potrebbe ottenere un successo tale da rilanciarne l’immagine o riportare una sconfitta che lo indebolirebbe in primis agli occhi della minoranza del suo partito. Ciò che è certo è che, nei mesi che ci separano da ottobre, assisteremo a una campagna referendaria dai toni estremamente accesi, tale da esacerbare la marcata polarizzazione del sistema partitico italiano.

di Andrea Spuntarelli

Andrea Spuntarelli

Andrea Spuntarelli

Andrea Spuntarelli, è nato a Roma nel 1988. Giornalista, laureato in Scienze Politiche e della Comunicazione (Triennale) e in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica (Magistrale) presso la Luiss Guido Carli di Roma, dal 2014 lavora in Adl Consulting, dove attualmente ricopre il ruolo di Senior Policy Analyst. Scrive per LabParlamento fin dalla registrazione del sito come testata giornalistica. Dopo essere stato Assistente del Direttore responsabile, è ora Project manager del nostro giornale.
Andrea Spuntarelli