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Direzione Pd: ok a fase costituente. Comincia il dopo Renzi

Assemblea per eleggere il nuovo segretario. Martina reggente. Pd all’opposizione

di LabParlamento

La direzione del Pd ha approvato il documento presentato al termine della seduta. Tutti a favore, nessun voto contrario, 7 astenuti che fanno capo a Michele Emiliano.

Maurizio Martina ha assunto la carica di segretario “reggente”. Il suo obiettivo sarà quello di guidare il partito “con collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze”.  “L’Assemblea nazionale di aprile anziché avviare il congresso e le primarie dovrebbe dar vita a una Commissione di progetto per una fase costituente e riorganizzativa” così Maurizio Martina nella relazione alla Direzione nazionale del Partito Democratico.

La maggioranza ha dunque deciso di convocare l’Assemblea per eleggere un nuovo segretario per la parte restante del mandato (sarà necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti, come è già avvenuto con le elezioni di Dario Franceschini nel 2009, e Guglielmo Epifani, nel 2013). Una direzione composta da 214 membri eletti dall’Assemblea nazionale, di cui  120 renziani, con un 20% facenti capo a Luca Lotti, un 20% dell’area Guerini-Delrio, un 10% dei Millennials, un 5% di Maria Elena Boschi e 5% facenti capo a Ettore Rosato. Il restante 40% è invece così ripartito: 16% Orlando, 7% Emiliano, 7% Martina, 5% Franceschini, 5% Orfini.

Il vicesegretario del Pd ha poi ribadito “Alle forze che hanno vinto diciamo una cosa sola: ora non avete più alibi. Ora il tempo della propaganda è finito. Lo dico in particolare a Lega e Cinque Stelle: i cittadini vi hanno votato per governare, ora fatelo. Cari Di Maio e Salvini prendetevi le vostre responsabilità”. Martina ha inoltre sottolineato che il Pd “continuerà a servire i cittadini dall’opposizione, dal ruolo di minoranza parlamentare”.

Graziano Delrio, intervenuto in Direzione, ha sottolineato che quella del Pd sarà un’opposizione seria, responsabile, costruttiva e quando il Paese si renderà conto che le promesse saranno irrealizzabili, gli elettori chiederanno conto. “Siamo riuniti non per cercare un nuovo capo ma una nuova direzione. Siamo ancora il secondo partito italiano, staremo uniti” ha dichiarato il Ministro.

Mentre Renzi, che non si presenta alla Direzione, nella eNews annuncia “io non mollo. Mi dimetto da segretario del Pd come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri.” Matteo Orfini in apertura ha letto la lettera di dimissioni dell’ormai ex segretario di partito.