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Depistaggio, si sblocca l’iter del DdL in Senato

La Commissione Giustizia di Palazzo Madama ha conferito a Felice Casson (PD) il mandato a riferire sul testo, approvato dalla Camera nel 2014.

Nel pomeriggio di mercoledì 11 maggio la Commissione Giustizia del Senato ha concluso, a distanza di circa un anno e sette mesi dall’assegnazione del provvedimento, l’esame del Disegno di Legge in materia di depistaggio, affidando all’unanimità al Relatore Felice Casson (PD) l’incarico di riferire nell’Aula di Palazzo Madama.

Il testo in esame, approvato in prima lettura dalla Camera il 24 settembre 2014, introduce nel Codice Penale italiano il reato di inquinamento processuale e depistaggio, diretto a punire chiunque modifichi artificiosamente lo stato di luoghi, cose o persone connesse a una fattispecie delittuosa e chi renda inservibili documenti o oggetti utili all’accertamento di un reato. Le pene previste dal DdL oscillano, a seconda delle casistiche, dai quattro ai dodici anni di reclusione, con la previsione di aggravanti qualora l’attività di sviamento sia adottata da un pubblico ufficiale e laddove la resa di false dichiarazioni determini la condanna di persone estranee alle accuse rivolte contro di esse.

Un provvedimento, che a una semplice lettura porta a riflettere sugli esiti dei processi relativi agli attentati riconducibili all’era della cosiddetta “strategia della tensione” (primo firmatario del Disegno di Legge è il deputato Paolo Bolognesi del PD, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna del 1980) o agli eccidi mafiosi dei primi anni Novanta, segnati in non pochi casi dalle condotte dilatorie e dalle tecniche di inquinamento della verità di cui si sono resi protagonisti anche servitori dello Stato, rimasti di fatto pressoché impuniti.

È sicuramente prematuro parlare di conclusione del lungo iter dell’articolato (dopo il passaggio nell’Assemblea del Senato, il testo dovrà tornare a Montecitorio), ma non si può negare che il Disegno di Legge sul reato di depistaggio permetta di rimediare a una mancanza del diritto italiano.

di Andrea Spuntarelli

Andrea Spuntarelli

Andrea Spuntarelli

Andrea Spuntarelli, è nato a Roma nel 1988. Giornalista, laureato in Scienze Politiche e della Comunicazione (Triennale) e in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica (Magistrale) presso la Luiss Guido Carli di Roma, dal 2014 lavora in Adl Consulting, dove attualmente ricopre il ruolo di Senior Policy Analyst. Scrive per LabParlamento fin dalla registrazione del sito come testata giornalistica. Dopo essere stato Assistente del Direttore responsabile, è ora Project manager del nostro giornale.
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