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Dazi, tra Usa e Ue va in scena il time-out

Donald Trump e Jean-Claude Juncker raggiungono un accordo sorprendente quanto provvisorio?

di Eleonora Masi

L’incontro fra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ed il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, avvenuto lo scorso 25 luglio alla Casa Bianca, ha visto sul tavolo di una sperata trattativa i temi dei dazi doganali e delle politiche commerciali, segnando il raggiungimento di un accordo che ha allontanato le possibilità di una prosecuzione della cosiddetta “guerra dei dazi” fra Stati Uniti ed Unione Europea.

Un esito giudicato sorprendente dato che, agli inizi di giugno il governo statunitense aveva confermato l’applicazione di dazi su acciaio ed alluminio verso l’Europa, decisione a cui la Commissione Europea aveva risposto con delle contromisure sulle merci importate dagli Usa per un totale di 2,8 miliardi di euro annui. Trump, a sua volta, minacciava di imporre dazi al 25% anche nel settore automobilistico. Il nuovo accordo, la cui efficacia sarà più o meno confermata nel prossimo futuro, prevede la sospensione di nuovi possibili dazi (ma non di quelli già entrati in vigore a giugno) e va verso la riduzione di quelli commerciali oltre all’azzeramento di quelli sui beni industriali.

Interessante l’opinione di Bruce Stokes sul Washington Post: cosa pensano davvero gli americani su questo accordo? Il ruolo dell’opinione pubblica, da sempre centrale specie nella politica americana, sarebbe stato un fattore determinante nell’addolcimento di Trump che ha trattato con Juncker piuttosto che imporre la sua volontà. Probabilmente, secondo Stokes, una fetta sostanziale di elettorato non supporta le azioni anti-europee del governo e più in generale non appoggia la sua politica commerciale. Il 63% degli americani, infatti, ritiene che sarebbe più importante mantenere dei buoni rapporti con gli alleati piuttosto che imporre tariffe protezionistiche per il loro Paese, ma l’opinione è estremamente condizionata dall’appartenenza partitica (e il dissenso viene soprattutto dai democratici). In ogni caso, il 42% dei repubblicani non crede che il comportamento europeo sul commercio sia stato scorretto, come più volte affermato dallo stesso Trump.

Quanto al punto di vista italiano sulla vicenda, anche il recentissimo incontro alla Casa Bianca del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha contribuito a rasserenare il clima. Infatti, oltre a complimentarsi per l’operato del governo e a trattare questioni quali la condizione della Libia, l’immigrazione, il gasdotto TAP, la difesa, a livello commerciale Trump avrebbe espresso la sua volontà di investire maggiormente in Italia con la possibilità di aprire nuove opportunità per colmare il deficit di ben 31 miliardi di dollari.