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I dati di Istat e Ocse: “nel 2019 Pil con il segno negativo”

Recessione tecnica per il IV trimestre 2018 per l’Istat. Pil negativo (-0,2) nel 2019 secondo l’Ocse. Commissione UE, Bankitalia e Fmi più ottimiste: Pil positivo tra lo 0,2 e lo 0,9%. L’occupazione si mantiene su livelli dei mesi precedenti con un aumento significativo dei dipendenti permanenti e l’inflazione cresce. Peggiora la fiducia di imprese e famiglie. Quadro internazionale con “Persistenti segnali di debolezza” e “di rallentamento”

di Stefano Bruni

Giorni caldi per l’economia italiana. Istat e Ocse hanno infatti presentato nei giorni scorsi una serie di dati sull’andamento dei conti pubblici e dell’economia in generale che hanno poco di positivo.

Infatti, pur rivedendo al rialzo la stima precedente, l’Istat ha confermato la recessione tecnica per il quarto trimestre 2018: il Pil è calato dello 0,1% su base congiunturale rispetto alle previsioni di -0,2%. In termini tendenziali la variazione del Prodotto interno lordo è invece nulla, e in questo caso la correzione ha diminuito la stima precedente che dava il Pil in crescita dello 0,1%.

Guardando poi all’indicatore anticipatore calcolato dall’Istat, si dice nella nota che esso «ha registrato un’ulteriore diminuzione, confermando le difficoltà dell’attuale fase ciclica dell’economia italiana».

E a chiudere il cerchio ci ha pensato l’Ocse: secondo l’Interim Economic Outlook presentato a Parigi nei giorni scorsi, il Pil dell’Italia sarà di segno negativo, -0,2, nel 2019, per risalire allo 0,5 nel 2020, rispettivamente -1,1 punti e -0,4 punti rispetto alle previsioni del precedente Outlook di novembre.

Nelle proiezioni dello scorso novembre, l’Ocse prevedeva infatti un incremento del Pil italiano dello 0,9% in entrambi gli anni e la revisione al ribasso sul 2019 è la più ampia tra i paesi del G20 solo dopo quella a carico della Turchia. L’Italia è, inoltre, l’unico tra i maggiori Paesi industrializzati a registrare una flessione del Pil nel 2019. L’ultima volta che il Pil italiano ha chiuso l’anno in negativo è stato nel 2013. Le stime dell’Organizzazione sono però le più severe tra quelle diffuse dalle principali istituzioni come la Commissione Ue che per quest’anno prevede uno +0,2% seguito da uno +0,8% per il prossimo, Bankitalia e Fmi puntano a +0,6% e +0,9%.

Qualche buona notizia arriva dal fronte dell’occupazione, che “si mantiene su livelli dei mesi precedenti con un aumento significativo dei dipendenti permanenti”, e dell’inflazione che “torna ad aumentare” anche se “il quadro complessivo indica un posizionamento su valori storicamente bassi”.

Peggiora invece la fiducia di famiglie e imprese. Per queste ultime «il calo ha riguardato tutti i settori con l’eccezione del commercio al dettaglio. Le imprese manifatturiere hanno evidenziato un arretramento dei giudizi sugli ordini e delle attese di produzione, il cui saldo rimane comunque positivo».

Persistenti segnali di debolezza” e “di rallentamento” arrivano anche dal quadro economico internazionale.

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni