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Dati Eurostat: disoccupazione ai minimi dal luglio 2008

Percentuale di senza lavoro in calo in Europa: 7,5% nell’area dell’euro, 6,3% nell’Ue-28. In Germania disoccupazione al 3,1%, in Spagna al 14,2%, l’Italia si “difende” con un tasso al 9,7%. Diminuisce anche la disoccupazione giovanile, ma in Italia è ancora al 27,8%

 di Stefano Bruni

La disoccupazione in Europa sta regredendo. Così dice l’Eurostat nell’ultimo rapporto sul mercato del lavoro europeo, pubblicato nei giorni scorsi.

Il tasso di disoccupazione, si legge nel report, è stato ad ottobre 2019 pari al 7,5% nell’area dell’euro (Ea19), in calo quindi rispetto al mese precedente, quando il medesimo indicatore si era attestato a quota 7,6%, e, soprattutto, in diminuzione dello 0,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (8%).

Questo tasso è peraltro il più basso nell’area dell’euro dal luglio 2008.

Anche nell’Ue-28 la disoccupazione è in calo. Era del 6,3% a ottobre 2019, stabile rispetto a settembre 2019, ma in riduzione rispetto al 6,7% registrato ad ottobre 2018. È questo il tasso più basso nell’Ue-28 dall’inizio del 2005.

Passando dalle percentuali ai numeri assoluti, secondo Eurostat, nell’ottobre 2019 c’erano nell’Ue a 28 Paesi 15 milioni e 583 mila disoccupati, di cui 12 milioni e 334 mila nell’area dell’euro.

Rispetto a settembre 2019, il numero di disoccupati è diminuito di 29.000 unità nell’Ue-28 e 31.000 unità nell’area dell’euro. Rispetto a ottobre 2018, invece, la disoccupazione è diminuita di 939 000 unità nell’Unione e 761.000 nell’area dell’euro.

Tra gli Stati membri, i tassi di disoccupazione più bassi nell’ottobre 2019 sono stati registrati nella Repubblica ceca (2,2%), in Germania (3,1%) e in Polonia (3,2%). I tassi più alti invece sono stati rilevati in Grecia (16,7% ad agosto 2019) e in Spagna (14,2%). In Italia il tasso di disoccupazione rilevato è stato invece pari al 9,7%. Meglio di Grecia e Spagna, ma comunque ben al di sopra della media Ue a 19 e a 28 Paesi.

Rispetto al 2018, il tasso di disoccupazione è sceso in 24 Stati membri, mentre è aumentato in Repubblica ceca (anche se solo dal 2,1% al 2,2%), in Lituania (dal 6,1% al 6,4%), in Danimarca (4,9% al 5,3%) e in Svezia (dal 6,4% al 6,8%).

Le maggiori riduzioni sono state osservate invece in Grecia (dal 18,9% al 16,7% tra agosto 2018 e agosto 2019) e in Estonia (dal 5,7% al 4,3% tra settembre 2018 e settembre 2019).

In Italia la riduzione è stata invece dell’1% su base annua, passando quindi dal 10,7% di ottobre 2018 all’attuale 9,7%.

Gettando lo sguardo oltre oceano, si scopre che negli Stati Uniti, ad ottobre 2019, il tasso di disoccupazione si è attestato al 3,6% (in lieve aumento rispetto al 3,5% di settembre 2019, ma in calo dal 3,8% rispetto ad ottobre 2018).

Permane in diversi Paesi dell’Ue (l’Italia è purtroppo uno di questi) un’elevato livello della disoccupazione giovanile (di coloro cioè che hanno meno di 25 anni).

Nell’ottobre 2019, nell’Ue-28, erano oltre 3 milioni i giovani (sotto i 25 anni) in questa condizione, con 2 milioni e 261 mila residenti nell’area dell’euro.

Questo nonostante, rispetto ad ottobre 2018, il numero di giovani disoccupati sia diminuito di 160.000 unità nell’UE28 e di 147000 nell’area dell’euro.

Ad ottobre 2019, il tasso di disoccupazione giovanile registrato era comunque al 14,4% nell’UE28 e al 15,6% nell’area dell’euro, rispetto rispettivamente al 15,1% e al 16,7% del medesimo mese dell’anno precedente. Stilando una classifica in base al tasso di disoccupazione giovanile più basso, sale sul gradino più alto del podio la Repubblica ceca (5,5%), seguita dalla Germania (5,8%) e dai Paesi Bassi (7,3%).

In fondo alla classifica, invece, la Grecia (33,1% nel secondo trimestre del 2019), la Spagna (32,8%) e, purtroppo l’Italia (27,8%).

Una consolazione però, anche se magra, arriva per il nostro Paese dal fatto che solo un anno fa quell’indicatore era fermo al 32,7%. Speriamo solo prosegua questo trend….

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni