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VINCENZO BOCCIA PRESIDENTE CONFINDUSTRIA

Boccia: “L’Europa è la nostra casa comune”; presa di posizione del gruppo rispetto alle questioni politiche e alle promesse elettorali

di Federica Fabiani

La politica deve tornare ad essere in grado di concepire un’idea di Paese. Un Paese semplice ed efficiente, dal tessuto sociale competitivo con al centro gli interessi nazionali, in un contesto non solo europeo ma mondiale. Un’Italia che sia testimone del superamento totale delle ideologie in termini di infrastrutture, contro un’Italia dell’isolamento.

È questo il fortissimo messaggio lanciato dal Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, in occasione dell’Assemblea Nazionale del gruppo che si tiene oggi all’Auditorium Parco della Musica di Roma e a cui è presente gran parte del Governo uscente.

Nel suo lungo discorso Boccia ha toccato tutti i temi della campagna elettorale e del “Contratto di Governo” di cui si discute in questi giorni, prendendo una posizione chiara su tutta la linea. Positivo l’operato del Governo uscente, meno chiaro il futuro: “C’è differenza tra il modo di fare di chi ha bisogno di raccogliere il consenso tutto e subito, perché il suo orizzonte è corto e vive nella condizione di una perenne campagna elettorale, e di chi pensa invece alle generazioni future.” Boccia ha poi evidenziato come il segno più dell’export italiano (cresciuto fino a raggiungere la cifra record di 540 miliardi), sia dovuto anche “a provvedimenti come il Jobs Act, Industria 4.0, e al piano Made in Italy”.

In evidenza poi, oltre alla necessità di chiarire i rapporti tra i vari livelli di governo (leggi la questione del Titolo V) e di avere il coraggio di centralizzare le decisioni su infrastrutture, energia, comunicazioni, commercio con l’estero e turismo, il Presidente degli industriali italiani ha poi sottolineato come “E’ la crescita che garantisce la Stabilità e non il contrario. Bisogna puntare sulle infrastrutture, per collegare le periferie al centro, il nostro Paese al resto del mondo. Bisogna insistere con il terzo valico, il Tap, la Tav.” e che “Se passa l’idea che a ogni cambio di governo cambia la strategia infrastrutturale è la nostra credibilità che viene meno”, specie in quell’Europa definita come “la nostra casa comune”.

In termini di occupazione, lavoro e reddito, invece, Boccia ha lanciato un appello in difesa dei giovani: “Meno enfasi sulle pensioni e più sul lavoro che deve riacquistare una centralità assoluta”, aggiungendo come il lavoro abbassi anche “il bisogno di garantire chi un reddito non riesce a procurarselo”. Per Confindustria “il lavoro qualificato è la migliore garanzia per riattivare l’ascensore sociale che si è inceppato.” E in questo senso Boccia ha ricordato anche la sigla del “Patto della Fabbrica” stretto con le parti sociali in un’ottica di collaborazione, e non di conflitto.

In particolare, il Presidente Boccia ha poi chiesto di sforzarsi nell’implementazione di una PA più efficiente, ma soprattutto, nello sviluppo di una politica che non sia statalista, che non delegittimi l’avversario – poiché “Delegittimare l’altro significa delegittimare se stessi” – e che punti alla governabilità come precondizione di un indirizzo politico chiaro (“Le recenti elezioni confermano che bisogna riprendere in mano il cantiere delle riforme istituzionali per garantire la governabilità”).

La sfida dell’industria italiana per Boccia è la produttività, e il nemico rimane il debito pubblico per il quale occorre una politica che rassicuri circa la sua graduale riduzione “che significa uscire sa una doppia incertezza, sia in Europa che da noi”. La sfida della politica, invece, è quella di “individuare i meccanismi di accelerazione di questi cambiamenti, per consolidare quanto Impresa 4.0 prevede”.

Infine, Boccia avanza un monito in merito alla questione delle coperture che si renderebbero necessarie per realizzare le promesse elettorali fatte fino ad adesso dalla politica, sottolineando come “Economia e politica sono due facce della stessa medaglia.” – aggiungendo poi che le dinamiche globali “non autorizzano un grande Paese come l’Italia ad abdicare al suo ruolo. Non autorizzano la politica a chiudersi nelle tattiche di breve periodo.”

Oltre al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e ai ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan, Giuliano Poletti, Gianluca Galletti, e Marianna Madia, all’Assemblea erano presenti  anche l’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace ed Emma Marcegaglia.

Testo integrale del discorso di Vincenzo Boccia