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Cala la disoccupazione in Italia: effetto Decreto dignità o effetto Jobs act?

Occupazione al 59% e disoccupazione al 9,9%. Il numero di occupati è ai massimi livelli dal 1977, per i senza impiego si è registrato il dato più basso dal 2012. Di Maio esulta: “Merito del Decreto dignità”. Renzi frena gli entusiasmi: “L’occupazione cresce di poco, e comunque è merito delle nostre riforme”. Confortanti anche i dati Eurostat.

di Stefano Bruni

Il Decreto Dignità sta funzionando”. Così ha commentato il Ministro del lavoro Luigi Di Maio i dati diffusi recentemente dall’Istat in tema di occupazione, tirando un sospiro di sollievo e uscendo così dall’angolo in cui era finito in questo ultimo periodo soprattutto per le vertenze gestite dal Ministero dello Sviluppo economico, diretto sempre dall’ esponente pentastellato.

A supporto il premier Conte, anch’egli in una situazione non facile ultimamente per via della possibile procedura d’infrazione e per le tensioni tra i partiti di governo.

Di tutt’altro avviso, invece, Matteo Renzi che, via social ha ricordato che “con noi si è registrato un aumento di oltre un milione di posti di lavoro. Quando al Governo vanno loro, esecutivo Conte, si passa dai 23 milioni e 295mila di cui sopra fino a 23 milioni e 387mila. L’aumento di posti di lavoro è stato quindi di 92 mila unità.” “con noi è cresciuta di più di un milione, con loro di meno di 100mila. Meglio che nulla”.

Commenti dai toni “politici” a parte, i dati dell’Istituto nazionale di statistica certificano che il numero di occupati è ai massimi livelli dal 1977 e la disoccupazione registra il dato più basso dal 2012.

Infatti, come si legge nel comunicato, “dopo la sostanziale stabilità registrata ad aprile, a maggio 2019 la stima degli occupati risulta in crescita rispetto al mese precedente (+0,3%, pari a +67 mila); anche il tasso di occupazione sale al 59,0% (+0,1 punti percentuali)”.

A trainare l’occupazione sono soprattutto gli uomini (+66 mila) mentre sono sostanzialmente stabili i dati relativi all’universo femminile. Stabili anche i 15-24enni, in calo i 35-49enni (-34 mila) e in aumento le altre classi di età, prevalentemente gli ultracinquantenni (+88 mila).

A crescere sono poi sia gli indipendenti (+28 mila) sia i dipendenti, permanenti e a termine (+39 mila nel complesso).

Si contrae il numero delle persone in cerca di occupazione (-1,9%, pari a -51 mila), sia sul fronte maschile che su quello femminili, un po’ per tutte le classi di età, eccezion fatta per i 35-49enni. Il tasso di disoccupazione cala al 9,9% (-0,2 punti percentuali).

Gli inattivi (15 – 64 anni) sono anch’essi sostanzialmente stabile, in virtù di una diminuzione tra gli uomini (-29 mila) e di una crescita tra le donne (+33 mila).

Il tasso di inattività è invariato al 34,3% per il quarto mese consecutivo.

Osservando invece i dati trimestrali relativi al periodo marzo-maggio 2019 si rileva che l’occupazione registra una crescita rilevante rispetto ai tre mesi precedenti (+0,5%, pari a +125 mila), verificata per entrambi i generi e che nel medesimo periodo aumentano sia gli indipendenti (+0,5%, +27 mila) sia i dipendenti permanenti (+0,6%, +96 mila) sia, in misura lieve, quelli a termine. Anche il dato trimestrale evidenzia inoltre che per tutte le classi di età si registrano segnali positivi ad eccezione dei 35-49enni.

Anche a livello trimestrale, all’aumento degli occupati si associa un ampio calo delle persone in cerca di occupazione (-3,7%, pari a -100 mila) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, -37 mila).

E anche su base annua l’occupazione risulta in crescita (+0,4%, pari a +92 mila unità), sempre trainata dagli ultracinquantenni (+300 mila) mentre risultano in calo le fasce di età centrali.

Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna a un notevole calo dei disoccupati (-6,9%, pari a -192 mila unità) e a una sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni.

Proprio in questi giorni, a supporto dei dati nazionali, sono arrivati quelli dell’Eurostat dai quali risulta che il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell’area dell’euro (19 Paesi che adottano la moneta unica) è stato del 7,5% a maggio 2019, in calo dal 7,6% dell’aprile precedente e dall’8,3% nel maggio 2018. Si tratta anche qui del tasso più basso registrato nell’area dell’euro dal luglio 2008. La disoccupazione nell’Ue28 era del 6,3% a maggio 2019, in calo dal 6,4% nell’aprile 2019 e dal 6,9% nel maggio 2018. Eurostat stima che i disoccupati nell’Ue siano ora 15 milioni e 653mila. Tra gli Stati membri, i tassi più bassi di persone senza impiego nel maggio 2019 sono stati registrati nella Repubblica Ceca (2,2%), Germania (3,1%) e Paesi Bassi (3,3%).

Unica nota dolente riguarda i tassi di disoccupazione più elevati dove purtroppo il nostro Paese “conquista” la medaglia di bronzo. Dopo Grecia (18,1% nel marzo 2019) e Spagna (13,6%), infatti, c’è l’Italia con il suo tasso di disoccupazione al 9,9%.

Rispetto a un anno fa, il tasso di disoccupazione è sceso in 23 Stati membri, è rimasto stabile in Austria e aumentato in Danimarca (dal 5,0% al 5,1%), Lussemburgo (dal 5,6% al 5,7%), Polonia (dal 3,7% al 3,8% ) e Svezia (dal 6,2% al 6,3%). Le maggiori diminuzioni sono state registrate in Grecia (dal 20,2% al 18,1% tra marzo 2018 e marzo 2019), Spagna (dal 15,4% al 13,6%). I disoccupati under25 sono invece 3,2 milioni: i tassi più bassi sono stati osservati in Germania (5,1%) e Paesi Bassi (6,3%), mentre i più alti sono stati registrati in Grecia (40,4% nel marzo 2019), in Spagna (31,7%) e in Italia (30,5%).

Ma quindi, alla luce di questi dati, decreto dignità e jobs act hanno avuto effetto in tutta Europa?.

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni

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