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Aree protette, salve le estrazioni di idrocarburi nei parchi

Il testo alla Camera. Passa l’emendamento che esclude dal divieto le attività estrattive già esistenti e quelle “strettamente conseguenti”. Ma iter in salita

di Francesco Scolaro

La scorsa settimana a Montecitorio ha trovato spazio nel calendario dei lavori dell’Assemblea anche il disegno di legge sulle aree protette.

Il provvedimento, licenziato dalla Commissione Ambiente il 23 marzo scorso, era arrivato in Assemblea nella giornata di lunedì 27 marzo salvo poi subire uno stop fino al 17 maggio.

Nelle sedute di martedì 23 e mercoledì 24 la Camera ha portato avanti le votazioni degli emendamenti presentati, approvando alcune modifiche di una certa rilevanza. La più importante delle quali è probabilmente quella che chiarisce che “nel territorio dei Parchi e nelle aree contigue, le attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi” saranno vietate “fatte salve le attività estrattive in corso e quelle ad esse strettamente conseguenti”.

L’emendamento (firmato dalla Commissione Ambiente) è stato presentato e approvato su impulso della Ragioneria generale dello Stato che aveva accolto con preoccupazione l’introduzione (per mano della stessa Commissione Ambiente di Montecitorio) del divieto delle attività legate alla ricerca di idrocarburi nelle aree protette: ciò avrebbe comportato minori entrate per le casse dello Stato, venendo meno alcune royalties.

L’approvazione dell’emendamento, in particolare il riferimento alle attività “strettamente conseguenti” ha scatenato le polemiche tra chi sostiene che questa dicitura ambigua lasci le porte aperte alla realizzazione di nuovi pozzi oltre a quelli già presenti nelle aree protette e chi invece, come il relatore Enrico Borghi (PD) sottolinea come l’emendamento sia volto esclusivamente a salvaguardare le attività estrattive già in essere e le sole attività strettamente collegate quali, ad esempio, le attività di messa in sicurezza o di manutenzione dei pozzi esistenti, oltre ovviamente alle opera volte al ripristino ambientale.

I lavori in Assemblea devono comunque ancora concludersi e non è detto che non ci saranno ulteriori novità, anche su tematiche già esaminate come quella dell’estrazione di idrocarburi. Vedremo se il disegno di legge riuscirà a trovare spazio nel calendario delle prossime settimane che si annuncia ricco di provvedimenti cui verrà data priorità, come il DL Manovrina e la legge elettorale.

Francesco Scolaro

Francesco Scolaro

Francesco Scolaro è nato a Policoro nel 1982. Laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali, con un master di secondo livello in “Istituzioni parlamentari europee e storia costituzionale”, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel 2010 ha svolto un tirocinio presso la Camera dei Deputati, all’interno del Dipartimento Internazionale del gruppo parlamentare del Partito Democratico. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso il Senato della Repubblica, collaborando con la Commissione Permanente 10ª (Industria, commercio, turismo). Da marzo 2012 a settembre 2013 è Analyst presso la società di public affairs Cattaneo Zanetto & Co. Nel settembre 2013 entra nel team di Adl Consulting come Senior Advisor di affari istituzionali, attualmente è Head of Public Affairs & Policy Analysis. Scrive per LabParlamento dal 2014
Francesco Scolaro