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Approvato il nuovo Codice di Condotta dei deputati

Il MoVimento 5 Stelle si è astenuto perché lo reputa insufficiente

Nella seduta del 12 aprile 2016 la Giunta per il Regolamento presieduta da Laura Boldrini ha approvato, con la sola astensione del MoVimento 5 Stelle, il Codice di Condotta dei deputati. I membri della Giunta hanno scelto di approvare un testo sperimentale, che non modifica nell’immediato il Regolamento della Camera (le cui revisioni necessitano il voto favorevole della maggioranza assoluta dell’Assemblea). Per la Presidente Boldrini di tratta di un “passo importantissimo nell’ottica della trasparenza delle istituzioni e della condotta dei suoi membri”.

Cosa prevede il Codice di Condotta dei deputati
Il Codice si compone di 7 paragrafi che stabiliscono quanto segue:

  1. Principi generali. I deputati devono agire con disciplina e onore, provvedendo a rimuovere ogni potenziale conflitto di interessi. In caso di dubbio, il deputato può richiedere il parere del Comitato consultivo istituito dal paragrafo 7.
  2. Doveri dei deputati. I deputati hanno il dovere di dichiarare le proprie attività patrimoniali e finanziarie, i finanziamenti ricevuti e le cariche ricoperte in qualunque organizzazione pubblica o privata.
  3. Dichiarazioni dei deputati. I deputati sono tenuti a dichiarare le cariche ricoperte alla data di presentazione della candidatura e ogni tipo di attività professionale e funzione pubblica o privata svolta successivamente alla proclamazione. Entro tre mesi dall’elezione devono inoltre depositare presso l’Ufficio di Presidenza copia della dichiarazione dei redditi e delle spese sostenute per la propaganda elettorale.
  4. Doni. I deputati possono accettare solo i doni che hanno un valore inferiore a 250 euro.
  5. Pubblicità. Le dichiarazioni dei deputati relative alle posizioni e agli interessi finanziari, ai finanziamenti ricevuti e alle cariche ricoperte sono pubblicate sul sito Internet della Camera.
  6. Comitato consultivo sulla condotta dei deputati. L’Ufficio di Presidenza costituisce, all’inizio di ogni legislatura, un Comitato consultivo sulla condotta dei deputati, composto da quattro membri dell’Ufficio di Presidenza e da sei deputati designati dal Presidente della Camera. Questo Comitato fornirà orientamenti sull’attuazione del Codice e esaminerà i presunti casi di violazione.
  7. Sanzioni. L’unica sanzione prevista è l’annuncio pubblico della violazione all’Assemblea e la pubblicazione sul sito Internet della Camera. La disciplina proposta con il Codice – avendo natura sperimentale e non intervenendo in questa fase sul Regolamento – non può quindi comprendere altri tipi di sanzioni interdittive a carico dei deputati.

 

Perché il MoVimento 5 Stelle si è astenuto?
L’On. Danilo Toninelli del MoVimento 5 Stelle ha dichiarato che, pur ritenendo l’iniziativa meritevole, il testo risulta depotenziato dalla mancata previsione di sanzioni disciplinari per il caso di inadempimento degli obblighi di comportamento previsti dal Codice, reputando a tal fine insufficiente la sola sanzione della pubblicità dell’inadempienza.

Prossimi passi
La Presidente Boldrini ha proposto alla Giunta di riunirsi nuovamente il prossimo 26 aprile alle ore 16 per discutere l’atteso testo di regolamentazione dell’attività di lobbying.

Scarica il testo integrale del Codice di Condotta dei Deputati

@malessandra_c