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Agenzia delle entrate: la rottamazione non funziona, i controlli sì

Le attività di controllo valgono 16 miliardi di euro nel 2018, la definizione delle liti fiscali 100 milioni di euro, le rottamazioni 2,6 miliardi, la voluntary disclosure (1 e bis) 300 milioni di euro. Cresce il gettito spontaneo, effetto positivo anche dalla fatturazione elettronica. Rimborsi a famiglie e imprese ammontano a 17,5 miliardi di euro, in crescita l’utilizzo dei servizi online

 di Stefano Bruni

Nel 2018, grazie alle attività di controllo, sono stati riportati nelle casse dello Stato oltre 16 miliardi di euro (11% in più rispetto al 2017). Di questi, 11,25 miliardi scaturiscono dai versamenti diretti (somme versate a seguito di atti emessi dall’Agenzia) con un incremento del 10% rispetto al dato registrano lo scorso anno e circa 1,8 miliardi, invece, sono il frutto di 1,9 milioni di alert inviati dell’Agenzia: un grande passo in avanti (+38%) rispetto all’anno precedente e addirittura più 260% rispetto al 2016.

A dirlo è l’ Agenzia delle entrate che, proprio in questi giorni, ha comunicato alcuni dati relativi all’attività svolta nel 2018 e che paiono positivi.

Per contro, calano, le entrate generate da misure straordinarie che portano incassi per 3 miliardi di euro, per un totale di 19,2 miliardi di euro recuperati lo scorso anno.

A perdere terreno sono soprattutto la definizione delle liti fiscali (100 milioni di € totali con un decremento dell’87%), la rottamazione che ha drenato 2,59 miliardi (-41%) e la voluntary disclosure (1 e bis) che registra un calo del 25% portando in cassa 300 milioni di euro.

In compenso, cresce il gettito spontaneo relativo ai principali tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate (imposte dirette e indirette, imposte regionali e comunali), che passa dai 414 miliardi del 2017 ai quasi 420 miliardi (+1,4%) del 2018.

Un effetto positivo sembra arrivi anche dalla fatturazione elettronica che ormai pare guadagni spazi. Quasi 3 milioni di operatori ne fanno uso, peraltro in modo piuttosto corretto dato che la percentuale di scarto è pari al 3,85%. Grazie infatti al monitoraggio e alla analisi di 350 milioni di e-fatture, in poco più di due mesi è stato possibile individuare un complesso sistema di frodi messo in atto attraverso false fatturazioni tra società cartiere così come sono stati scoperti e bloccati falsi crediti Iva per 688 milioni di euro.

Guardando invece alle attività di servizio ai cittadini, l’Agenzia delle entrate ha riferito di aver erogato, nel 2018, rimborsi a famiglie e imprese per un ammontare di 17,5 miliardi di euro (+8% rispetto all’anno precedente). In crescita l’utilizzo dei servizi online – a quota 8,4 milioni gli utenti registrati ai servizi telematici dell’Agenzia (+20% sul 2017) – e le visite al cassetto fiscale, che sfiorano i 30 milioni (+12% rispetto al 2017).

Interessanti anche i progressi sul fronte dei contratti di locazione che nel 70% dei casi sono stati registrati tramite i servizi telematici dell’Agenzia. Per quanto riguarda invece i servizi catastali e ipotecari, lo scorso anno sono stati presentati online oltre 1,4 milioni di atti di aggiornamento delle banche dati e 4,3 milioni di atti di aggiornamento delle intestazioni catastali. Il modello F24 si conferma essere il principale strumento per il versamento di imposte e contributi: nel 2018 sono complessivamente affluiti ai sistemi dell’Agenzia versamenti per 608 miliardi di euro, al netto delle compensazioni, di cui il 96% tramite servizi telematici.

Nel 2018 sono inoltre calati i ricorsi tributari in primo grado rispetto agli anni precedenti. Nel 2018, infatti, 68 mila contribuenti si sono rivolti alla Commissione tributaria provinciale, a fronte dei 70mila ricorrenti del 2017. Il calo supera il 60% se si confrontano i ricorsi del 2018 con quelli presentati nel 2011, vale a dire l’anno precedente all’introduzione dell’istituto del reclamo/mediazione.

Stefano Bruni

Stefano Bruni

Stefano Bruni, classe 1978, laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza.Già Capo della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), è stato componente del Comitato CNEL-ISTAT per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil (Bes) dal 2011 al 2015. Assistente Parlamentare del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati nel 2005, componente della Segreteria Tecnica della Commissione per il futuro di Roma Capitale (2008-2009). Assistente del Presidente dell’Associazione internazionale dei Consigli Economici e sociali (Aicesis) con sede a Parigi (2009–2011). Consigliere delegato per i Public Affairs di Confassociazioni (2015–2018) e, dal 2018, membro del comitato etico, scientifico e di indirizzo con delega alle relazioni istituzionali. Sales Manager Miowelfare srl (2016–2017). Consulente di società specializzate in relazioni pubbliche e istituzionali.
Da settembre 2017 è Responsabile rapporti istituzionali del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Da gennaio 2019 Amministratore unico del Centro Autorizzato Nazionale Assistenza Produttori Agricoli s.r.l.. Dal 2017 collabora con LabParlamento. Ha scritto e collaborato con IlSussidiario.net, Formiche.net, Consumerismo.it, Secondowelfare.it, ItaliaOggi e Avvenire.
Stefano Bruni