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Agcom, Cardani: “Anche nel 2017 mercati comunicazioni oltre il 3% del Pil”

Angelo Marcello Cardani, presidente dell'Agcom

Il presidente dell’Authority a Montecitorio per presentare la relazione annuale. “Sale Internet, in calo l’editoria”. Fico: “Il Parlamento approvi la legge sul conflitto d’interessi”

di Andrea Spuntarelli

Anche nel 2017 i ricavi dei mercati che compongono il settore delle comunicazioni (Tlc. media e servizi postali) si attestano oltre il 3% del Pil italiano, per un totale di risorse pari a oltre 54 miliardi di euro. Ad affermarlo è stato Angelo Marcello Cardani, presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che stamattina ha illustrato a Montecitorio la  relazione annuale sull’attività svolta dall’Authority, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dei presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico.

Durante la sua presentazione, Cardani ha elencato numeri e condizioni dei comparti dell’informazione, rimarcando la crescita del peso di Internet e delle trasmissioni via streaming o download su dispositivi mobili e il contestuale calo dei mezzi tradizionali, più contenuto nel caso di radio e televisione (tuttora la fonte informativa di maggior valenza), accentuato per il mondo dell’editoria, nel quale i quotidiani hanno visto ridursi dell’8,9% i propri ricavi.

Rimanendo in tema, il presidente Agcom ha richiamato l’attenzione sulla necessità di contrastare la diffusione di disinformazione e fake news online, che a suo modo di vedere “mettono a rischio non solo la sopravvivenza dei mezzi d’informazione classici, quanto, soprattutto, la salvaguardia dei modelli classici di formazione dell’opinione pubblica e di costruzione del consenso, e, in definitiva, dei nostri assetti democratici”. Informazione, dunque, ritenuta come un bene pubblico a tutti gli effetti, da tutelare sia nelle forme che nei contenuti.

In aggiunta, Cardani ha ricordato che per settembre è atteso l’esito della gara che dovrà essere indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico per l’assegnazione delle frequenze di sviluppo della tecnologia 5G, sulla base del regolamento approvato dall’Autorità a maggio scorso.

Dal canto suo Fico, introducendo l’evento in qualità di ‘padrone di casa’, si è soffermato su conflitto d’interessi e completamento del mercato unico digitale. Nel primo caso, la terza carica dello Stato ha invitato il Parlamento ad approvare una legge (da egli ritenuta “non più rinviabile”) nell’attuale Legislatura, mentre nel secondo si è pronunciato in favore della garanzia a tutti i cittadini di una copertura a 100 mega e dell’apertura alla Giga society nel 2025.