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Convegno in Antitrust sui legami tra integrazione Ue e apertura dei mercati

di Francesco Scolaro

La tutela della concorrenza, il diritto della concorrenza e l’Unione europea sono nati insieme, circa 60 anni fa, con la firma del Trattato di Roma il 25 marzo 1957. Da allora si è sviluppata una nutritissima giurisprudenza europea in materia, di pari passo con l’importanza che le istituzioni comunitarie hanno dato alla figura del consumatore.

In occasione del compleanno dell’Unione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in collaborazione con le Università di Napoli “Parthenope” e di Bologna “Alma mater Studiorum” (e con la partecipazione delle Università di Genova, di Milano e di Trieste), ha organizzato un convegno dal titolo “Unione europea e diritto della concorrenza a 60 anni dalla firma del Trattato di Roma”.

Il seminario si è tenuto a Roma nella giornata di martedì 14 marzo presso l’Auditorium dell’Antitrust e ha registrato gli interventi di numerosi tecnici e professori italiani esperti della materia concorrenziale.

Il presidente dell’AGCM Giovanni Pitruzzella ha aperto i lavori con una panoramica sullo stato dell’Unione, ma la vera relazione introduttiva è poi stata svolta da Giuseppe Tesauro, presidente emerito della Corte costituzionale, il quale dopo aver ripercorso il processo di integrazione europea ha ricordato come il diritto comunitario ha invaso – sin dal principio – il diritto interno di ciascuno Stato membro, anche in materia di concorrenza, incidendo in maniera estremamente positiva.

Gabriella Muscolo, componente dell’Antitrust, nel suo intervento ha sottolineato come la crescente digitalizzazione dell’economia sta ponendo nuove e numerose difficoltà al lavoro dell’Autorità. In particolare la sharing economy e le piattaforme web hanno creato la necessità di nuove risposte, diverse da quelle tradizionali.

È stato infine il professore della Sapienza di Roma, Enzo Cannizzaro, a chiudere il convegno con una relazione sul post Brexit, segnalando che quando la Brexit sarà effettivamente operativa, la Gran Bretagna rimarrà senza una legislazione in materia di aiuti di Stato. La cosa non è di poco conto, dato che solo l’appartenenza all’Unione permette agli Stati membri di tutelarsi nei confronti di quegli Stati che agevolando le proprie aziende falsano la competizione sul mercato interno europeo.

Il diritto della concorrenza è nato con l’Unione ed è andato fortificandosi nel tempo. Senza l’Unione europea non ci sarebbe, per esempio, la possibilità di tutelarsi nei confronti degli aiuti di Stato illegittimi perché immotivati o sproporzionati.

Stessa cosa vale anche per la concorrenza fiscale sleale. Emblematico negli ultimi anni è il caso Ue-Irlanda-Apple. Sia chiaro che una forma di concorrenza fiscale tra Stati è sempre esistita e continuerà ad esserci anche all’interno dell’Ue. Ma se la Commissione europea può pensare di colpire efficacemente Apple (e l’Irlanda) è solo grazie alla legislazione antitrust europea sugli aiuti di Stato.

Si può quindi dire senza temere di essere smentiti che senza l’Ue ci sarebbe meno concorrenza (o una concorrenza più spietata). Un motivo in più per apprezzare i benefici offerti dall’appartenenza all’Unione europea e per farle gli auguri per i suoi primi 60 anni.

Francesco Scolaro

Francesco Scolaro

Francesco Scolaro è nato a Policoro nel 1982. Laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali, con un master di secondo livello in “Istituzioni parlamentari europee e storia costituzionale”, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel 2010 ha svolto un tirocinio presso la Camera dei Deputati, all’interno del Dipartimento Internazionale del gruppo parlamentare del Partito Democratico. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso il Senato della Repubblica, collaborando con la Commissione Permanente 10ª (Industria, commercio, turismo). Da marzo 2012 a settembre 2013 è Analyst presso la società di public affairs Cattaneo Zanetto & Co. Nel settembre 2013 entra nel team di Adl Consulting come Senior Advisor di affari istituzionali, attualmente è Head of Public Affairs & Policy Analysis. Scrive per LabParlamento dal 2014
Francesco Scolaro