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Mister Wolf Michetti ha vinto il casting radiofonico delle sorelle Meloni

Non l’ha portato la cicogna e non è nato, politicamente s’intende, sotto un cavolo. Ma forse abbiamo risolto l’Arcano.
Svelato il segreto sulla candidatura a sindaco di Roma per il centrodestra dell’avvocato Enrico Michetti. A scoprirlo sarebbe stata non la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ma la sorella Arianna, che ascoltando le dirette radiofoniche dell’avvocato romano ne sarebbe “rimasta estasiata”.

La svolta sul “rebus Michetti”, che da qualche giorno faceva strabuzzare gli occhi ai romani, che sentendo pronunciare quel nome cadevano dalle nubi scuotendo la testa sconsolati, l’ha fornita Ilario Di Giovambattista, direttore editoriale di Radio Radio, l’emittente radiofonica dove spesso il possibile, e forse addirittura probabile, candidato del centrodestra fa i suoi interventi, in un’intervista al Corriere della Sera. “Perché la Meloni si fida di Michetti? Perché sua sorella Arianna e Paolo Trancassini – commissario Fdi del Lazio – sono rimasti conquistati da lui”. Tutto lecito, per carità.

Certo che se la “giovane Meloni”, moglie del capogruppo Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida, e Trancassini, invece di sintonizzarsi su Radio Radio, avessero scelto la frequenza di Rai radiodue, e si fossero imbattuti nel “Ruggito del coniglio” ora noi stavamo qui a dover far le “primarie”, tra i conduttori Antonello Dose e Marco Presta. E tra i “due conigli” chissà chi sarebbe uscito dal cilindro. Ma il primo ” tifoso” di Enrico Michetti è proprio il direttore di Radio Radio, che non lo nasconde al Corriere. “Con Enrico Michetti faccio gli stessi ascoltatori che con le trasmissioni sul calciomercato. Con lui è stato amore a prima vista”, chiosa Di Giovanbattista.

Neanche a saperlo prima. Magari Friedkin, il presidente della Roma, evitava di contattare Mourinho. E con ” mister Wolf”, così la Meloni “senior” ha ribattezzato Michetti per l’attitudine dell’avvocato romano, dice lei, a risolvere i problemi, i tifosi romanisti potevano spassarsela un bel po’. Friedkin magari risparmiava soldini, lo piazzavamo sulla panchina giallorossa e i cittadini romani che strizzano l’occhio a destra si risparmiavano una candidatura che potrebbe portarli a sbattere.
Che il derby Raggi-Calenda, se continua così, è già dietro l’angolo.