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Home Politica Governo

M5S-Lega vs. Quirinale: scontro aperto. Conte rinuncia. Verso l’incarico a Cottarelli

Simona Corcos di Simona Corcos
27 Maggio 2018 22:31
in Governo, Istruzione
Tempo di lettura: 4 minuti
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M5S-Lega vs. Quirinale: scontro aperto. Conte rinuncia. Verso l’incarico a Cottarelli
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Mattarella: “Ho fatto di tutto per far nascere un Governo politico M5S-Lega” ma su Economia non cede. Gentiloni vicino al Presidente della Repubblica

di LabParlamento

In quelle che sono ore tesissime per il sistema Paese Italia e in cui si è andati vicinissimi alla formazione del Governo, il Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte è salito al Quirinale per un colloquio formale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sciogliendo però negativamente la riserva. Come comunicato dal Segretario Generale del Quirinale, Ugo Zampetti, il tentativo di Conte di formare un Governo è infatti fallito.

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Il Presidente della Repubblica parlando alla stampa ha sottolineato come abbia agevolato in ogni modo la formazione di un Governo politico M5S- Lega: “Ho anche accettato un premier non politico per un governo politico. Nessuno può dire che ho ostacolato la formazione del Governo del cambiamento. Ho accompagnato questo tentativo come è mio dovere, nel rispetto delle regole della Costituzione” ha dichiarato Mattarella.

Il Capo dello Stato fa presente di aver detto più volte ai capi delle forze politiche che su alcuni ministeri avrebbe esercitato le sue prerogative. “Ho accettato tutti i nomi della lista di ministri tranne quello dell’Economia che è sempre indicativo per i mercati. Ho chiesto una persona della maggioranza di Governo, a fronte della mia sollecitazione ho registrato con rammarico indisponibilità a qualunque altra soluzione (che non fosse Savona, facendo intendere che avrebbe accettato di buon grado la figura di Giancarlo Giorgetti al Mef, ma che non è bastato, ndr)”.

A tal proposito Mattarella ha voluto duramente ribadire: “L’incertezza sulla nostra posizione nell’euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di stato e nelle nostre aziende. L’impennata dello spread giorno dopo giorno aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità’ di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali. Le perdite in Borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito, e configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concittadini e per le famiglie italiane”.

Grande apprensione per l’economia da parte di Mattarella: “Io devo anche essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani. Vanno rispediti al mittente grotteschi commenti sull’Italia che vengono da fuori”.

Il Presidente della Repubblica ha poi sottolineato come abbia anteposto a tutto la difesa della nazione e della Costituzione: “L’adesione all’euro è fondamentale. Per discuterne bisogna farlo apertamente”.

Mattarella ha concluso il discorso evidenziando come alcune forze politiche gli abbiano chiesto di tornare a votare: “andare ad elezioni in tempi ravvicinati? Mi riserverò nelle prossime ore di assumere un’iniziativa” ha dichiarato il Capo dello Stato.

Mattarella convoca al Colle Carlo Cottarelli

E poi informalmente, si apprende che Mattarella ha convocato l’ex commissario alla spending review e oggi Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano Carlo Cottarelli al Quirinale domani mattina, probabilmente per conferirgli un incarico per un Governo del Presidente.

Si può presupporre che Mattarella possa conferire l’incarico a Cottarelli per traghettare il Paese alle elezioni. Considerando le maggioranze parlamentari, è probabile che questo Governo venga bocciato in Parlamento, restando in carica per il disbrigo degli affari correnti fino a nuove elezioni, probabilmente a fine settembre. 

Cottarelli nei giorni scorsi aveva assunto posizioni critiche nei confronti del contratto M5S – Lega: “Comporta un aumento del deficit pubblico particolarmente elevato e le coperture non sono individuate in maniera chiara”.

Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia chiedono l’impeachment del Presidente

Duro l’attacco al Colle della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni dopo la rinuncia di Conte all’incarico. Per la Meloni non esiste alcuna norma della Costituzione italiana che consenta al Presidente della Repubblica di rifiutarsi di nominare un ministro perché non ne condivide le idee. A suo avviso il Presidente Mattarella è troppo influenzato dagli interessi delle nazioni straniere e quindi Fratelli d’Italia chiederà al Parlamento la messa in stato d’Accusa del Presidente della Repubblica per alto tradimento a norma dell’articolo 90 della Costituzione.

Anche il Movimento Cinquestelle attraverso le parole di Luigi Di Maio chiederà di mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica: “Eravamo a pochi passi dal fare un Governo, ci e’ stato impedito perché nella nostra lista c’era un ministro che ha criticato l’Ue. Io chiedo di parlamentarizzare questa crisi istituzionale, utilizzando l’articolo 90 della Costituzione, per la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica”. 

Più cauto e lungimirante, invece, l’atteggiamento del leader della Lega Salvini, che, in merito alla possibilità di avviare l’impeachment di Mattarella ha preferito non rispondere. Salvini però esprime tutta la sua rabbia per il tentativo fallito secondo lui per ingerenze europee: “Mai servi, mai schiavi” avverte il leader del Carroccio.

Ma facciamo un passo indietro.

La tenuta della maggioranza giallo-blu non è stata messa in discussione per questioni legate ad attriti tra MoVimento 5 Stelle e Lega, anzi. Come ribadito da più esponenti di M5S, tra i quali anche Alessandro Di Battista, c’era piena condivisione delle due forze politiche sul nome del prof. Paolo Savona, in quota a Matteo Salvini.

Dopo che negli scorsi giorni si è parlato molto del Prof. Savona e delle sue posizioni anti-euro, radicalmente cambiate rispetto a quelle espresse quando sedeva nell’entourage di Ciampi, Savona ha fatto uscire un comunicato in extrema ratio nel quale tentava di spiegare al Quirinale il perché delle proprie posizioni. “Voglio un Europa diversa, più forte, ma più equa”, così il Prof. Savona nel Comunicato pubblicato su scenarieconomici.it.

Nonostante l’uscita allo scoperto di Savona, si apprende che il problema per il Quirinale, nel Comunicato rimanevano i troppi riferimenti al Contratto di Governo M5S e Lega e ai nodi che non convincevano il Quirinale; il nome di Savona è rimasto sgradito al Colle. Ma, allo stesso tempo la Lega non è stata disposta a stare in un Governo senza Savona: pena quindi – come richiesto da M5S e Lega a Mattarella – il ritorno al voto. Decisione sulla quale il Colle si riserva alcune ore per decidere.

Da sottolineare poi che la salita di Conte al Colle era stata anticipata da due colloqui del Presidente Mattarella con i due capi politici di M5S e Lega. Incontri di cui si è appreso solo nel tardo pomeriggio.

Nel frattempo, il Presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni dichiara grande solidarietà a Mattarella: “Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese.” Solidarietà a Mattarella che arriva anche dal segretario reggente del Pd Maurizio Martina.

In una nota anche Silvio Berlusconi esprime “Rispetto per la scelta di Mattarella, primo dovere la difesa del risparmio degli italiani”. Forza Italia dichiara Berlusconi, attende le determinazioni del Capo dello Stato, e ove necessario sarà pronta al voto.

Tags: Carlo Cottarelligiuseppe conteXVIII Legislatura
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