Politica

Giorgia Meloni, la leader secchiona che guida il primo partito d’Italia

Giorgia Meloni la leader a testa alta e passo sicuro. Lo ha imparato da ragazzina che se scappi i vigliacchi ti inseguono. Allora l’esordio fu niente male perché, scrive nel suo libro che altro non è che un diario, dette fuoco alla propria casa. Per farla fuori ci hanno provato a dipingerla come una ragazzina ingenua e donchisciottesca, ma è finita che da donna grande una casa l’ha ricostruita, quella della destra italiana. Secchiona, quanto basta per conoscere bene ciò di cui parla, crede nel diritto alla vita, nella famiglia composta da una mamma ed un papà, contraria alle ingiustizie ed alle furbate.

Pensa da leader, agisce come un soldatino, lavora da legislatore. Ma in politica dice di sentirsi transitoria. Rischia, si mette in gioco, ma in ultimo si affida sempre a nostro Signore. Nel 2011 fonda un nuovo partito, vuole una casa in cui sentirsi libera. Oggi quel partito è il primo d’Italia, ma sceglie appunto di mettersi in gioco, e sta all’ opposizione di governo. Un fiume in piena Meloni intervistata nella cornice verde della Versiliana di Marina di Pietrasanta da Agnese Pini direttrice de La Nazione. Rivendica con orgoglio le scelte degli ultimi mesi prima fra tutte quella di rimanere all’opposizione.

Abbiamo fatto una cosa utile – dice Meloni – l’Italia avrebbe avuto un altro Presidente del Consiglio non eletto dal consenso popolare e per di più si sarebbe trovata senza un’opposizione che in democrazia serve. E poi la politica è visione – chiosa – è sapere cosa vuoi e dove vuoi andare e mischiare visioni porta a non realizzare niente, a sprecare denaro per accontentare questo o quello. Preferibile che governi per cinque anni la sinistra, se mai c’è la facesse a vincere con legittimo consenso popolare, o in alternativa la destra, comunque ciascuno con la propria visione distinta”.

Fortemente critica verso Mario Draghi per il tema caldo “greenpass”, Meloni chiede risposte di evidenza scientifica in merito ai vaccini. “Qualquadra non cosa”, come si usa dire. “Dover mostrare un certificato per dimostrare di essere liberi significa già non esserlo più e con il greenpass si crea il precedente in tal senso senza risolvere il problema”, sottolinea.

Domanda piuttosto “cosa intenda fare il governo ad ottobre per i mezzi pubblici, dimostratisi maggior veicolo di diffusione del virus”. Non manca la leader di Fratelli d’Italia di esprimersi in merito alla figura del Presidente della Repubblica che sarà. “Ci serve un Capo dello Stato che difenda l’Italia a trecentosessanta gradi rispetto al tema della democrazia, rispetto al tema della Costituzione e rispetto a quello dell’Europa. In Italia decidono gli italiani, non decidono i burocrati europei, ci serve un Presidente che rivendichi anche questo. Quando sentiamo dire da certa sinistra che la destra non vincerà mai perché è sgradita all’Europa è perché un governo di destra non cederà mai, come la sinistra invece ha fatto, ai francesi ed ai tedeschi intere aziende o marchi o la borsa italiana o Stellantis e chi più ne ha più ne metta. Noi i pezzi di mare italiano non li regaliamo a nessuno, noi non tradiamo”. Ed il libro di Giorgia a questo serve.

Lo hanno letto oltre centosessantamila persone, li sopra c’è scritto tutto, non e’ una biografia, facciamo le corna, che quelle si scrivono quando si è alla fine, ma un diario che riporta tutte le promesse, perché lei non tradisca mai il suo popolo. Non mancano sprazzi di vita quotidiana della Giorgia Meloni mamma, donna di casa che cucina e lava i piatti, “basta che ci sia della buona musica da ascoltare”.

Giorgia che teme il giudizio della madre, scrittrice di oltre 140 romanzi. “Lei mi ha insegnato a leggere i best sellers, i libri migliori. Solo quando sono cresciuta e me li sono scelti da sola, qualche ciofeca l’ho comprata. Quando mia madre mi ha chiamato e mi ha detto che era un bel libro ho detto menomale! Io effettivamente ne ho scritto uno solo però, ‘tiè’, l’ho fregata con le ristampe”.