Economia

Dopo la pandemia il 60% delle fondazioni bancarie aumenterà gli investimenti sostenibili

Tra le Fondazioni di origine bancaria di dimensioni medio-grandi, due su tre scelgono gli investimenti sostenibili e di queste il 60% li aumenterà a seguito della pandemia. E’ quanto emerge dalla seconda edizione della ricerca sulle politiche SRI (Sustainable and Responsible Investment) delle Fondazioni di origine bancaria, realizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Acri e MondoInstitutional, che si è svolta il 24 novembre scorso.

Sebbene i temi legati alla sostenibilità sono per definizione presenti nelle attività istituzionali delle fondazioni, solo di recente si sta diffondendo la consapevolezza dell’importanza di integrare questi aspetti anche nella gestione patrimoniale.

La ricerca ha coinvolto 33 Fondazioni pari all’83% dell’attivo totale pari a circa 37 miliardi di euro. Nel 2021 si osserva un aumento dell’interesse delle Fondazioni di origine bancaria nei confronti dell’SRI: 20 su 33 (il 61%) dichiarano di effettuare investimenti sostenibili, con una crescita del 52% rispetto al 2020 e una concentrazione nelle aree Nord Ovest (7 enti) e Nord Est (7 enti). 

Tra le 20 Fondazioni attive in termini di SRI, la metà sono di grande dimensione (gestiscono complessivamente 27 miliardi di euro, cioè il 62% del totale attivo delle Fondazioni inserite nel campione) e 5 sono medio-grandi.  

Le motivazioni principali alla base della scelta di integrare i criteri ESG (Environmental Social and Governance) sono la coerenza degli investimenti sostenibili con le finalità istituzionali delle Fondazioni (15 su 20); a seguire, la possibilità di coniugare l’impatto socio-ambientale con un congruo ritorno economico e di gestire più efficacemente i rischi finanziari (10 su 20). 

Secondo Manuela Sperandeo, EMEA Head of Sustainable Indexing, BlackRock si ritiene che il ruolo cardine del Sociale nelle Fondazioni possa continuare a spingere il settore verso una più massiccia adozione delle tematiche ESG, delineando sul lungo termine un panorama simile a quello di altri mercati europei. 

Tuttavia, l’adozione delle strategie SRI, quindi degli investimenti socialmente responsabili, resta ancora limitata a una quota minoritaria del patrimonio in gestione. Arianna Magni, Head of Institutional and International Business Development di Etica Sgr sostiene “La finanza sostenibile sta favorendo la ripartenza dopo l’emergenza sanitaria. In questo contesto le Fondazioni assumono un ruolo cruciale, soprattutto per l’allineamento con le finalità istituzionali”.

Tra le conseguenze socio-economiche della pandemia di COVID-19 vi è l’aumento delle disuguaglianze a livello sia globale, sia nazionale e loro riduzione è cruciale in termini di stabilità finanziaria e ripresa economica. 

L’impegno per uno sviluppo sostenibile e inclusivo dei territori fa parte del DNA delle Fondazioni di origine bancaria: in quest’ottica, la finanza sostenibile rappresenta uno strumento fondamentale per allineare ai principi dello sviluppo sostenibile le strategie di investimento e le finalità istituzionali con l’obiettivo di generare un impatto positivo sui territori”. 

“Le Fondazioni hanno già dato un contributo rilevante nel corso della pandemia e rappresentano un attore fondamentale per il rilancio del Paese anche attraverso partenariati con le Istituzioni centrali e le autorità locali”, dichiara il Segretario Generale del Forum Francesco Bicciato.