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Decreto emissioni: da Senato e Camera ok allo schema del Governo

Nelle Commissioni speciali approvati pareri favorevoli sull’atto. Focus su Programma di controllo dell’inquinamento e monitoraggio degli ecosistemi. Entro il 1° giugno la versione finale del D. Lgs.

 di Andrea Spuntarelli

Si è chiuso ieri, con l’approvazione del parere favorevole con condizioni e osservazioni riformulato dal relatore Gianpaolo Vallardi (Lega), l’esame dello schema di Decreto Legislativo in tema di riduzione delle emissioni inquinanti nella Commissione speciale del Senato.

Palazzo Madama ha così messo fine all’iter in sede consultiva dell’atto del Governo, iniziato lo scorso 18 aprile ed entrato nel vivo con le audizioni di Ispra, Snpa, Cnr ed Enea andate in scena il 2 maggio. Anche la Camera, nella seduta della Commissione speciale di stamattina, ha chiuso il discorso dando il via libera all’unanimità al parere con osservazioni depositato martedì 8 maggio dalla relatrice Chiara Braga.

Dal momento che la delega conferita dal Parlamento al Governo per recepire la Direttiva Ue 2016/2284 scadrà il 1° giugno 2018, l’Esecutivo non dovrebbe aver problemi a mettere a punto la versione definitiva del Decreto emissioni, a prescindere dall’avvicendamento che da qui a breve si consumerà a Palazzo Chigi, tanto sotto forma di accordo tra M5S e Lega quanto con l’eventuale insediamento della squadra di ministri tenuta pronta dal Quirinale.

Tornando al parere votato dal Senato, le 4 condizioni e 10 osservazioni (nel primo caso, il Governo dovrà motivare la decisione di non accogliere i rilievi dei parlamentari) abbracciano i temi centrali dello schema di D. Lgs., in base al quale vengono introdotti per il 2020 e per il 2030 obiettivi di riduzione delle emissioni annue di biossido di zolfo, ossidi di azoto, ammoniaca e particolato fine, nonché definiti un monitoraggio degli impatti dell’inquinamento sugli ecosistemi e le procedure di elaborazione e attuazione del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico.

Nel dettaglio, con le condizioni Palazzo Madama chiede di includere i Piani di qualità dell’aria nelle misure prese in considerazione dal Programma, affiancare il coordinamento tra Ministero dell’Ambiente ed Enti locali istituito dall’articolo 20 del D. Lgs. 155/2010 ai lavori del Tavolo che si insedierà a Palazzo Chigi per rendere operativo il Programma nazionale e, in ultimo luogo, consultare le Regioni qualora il monitoraggio degli impatti sugli ecosistemi coinvolga siti appartenenti a reti regionali.

Dal lato delle osservazioni, i senatori ritengono opportuno coinvolgere il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente nella procedura di consultazione pubblica sul Programma di controllo dell’inquinamento (invitando l’Esecutivo a riflettere sul termine del 30 settembre 2018 per il varo del primo Programma), chiarire la composizione numerica del Tavolo presso la Presidenza del Consiglio, individuare un insieme di ‘buone pratiche’ da suggerire alle piccole e medie imprese affinché contribuiscano a ridurre gli inquinanti senza perdere in competitività e, infine, garantire che la diminuzione delle emissioni porti a passi avanti sul versante della sostenibilità ambientale e del mobility management.

Per quanto riguarda Montecitorio, le 6 osservazioni concordate dai deputati puntano, oltre a un ruolo di primo piano per il Snpa, a un rinvio al 31 dicembre 2018 della data di pubblicazione del primo Programma nazionale e a inserire nelle premesse del Decreto la necessità di perseguire congiuntamente gli obiettivi di una migliore qualità dell’aria e della lotta ai cambiamenti climatici.