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Tutti i “possibili eletti” nei collegi plurinominali

LabParlamento ha ricostruito, sulla base di una media dei sondaggi disponibili ad oggi, i potenziali eletti in ogni collegio

di LabParlamento

Ieri sera sono state pubblicate dal Viminale le liste definitive di tutti i collegi uninominali e plurinominali, e LabParlamento ha ricostruito, sulla base di una media dei sondaggi ad oggi disponibili, i “potenziali eletti” in ogni collegio plurinominale di Camera e Senato (la ricostruzione sconta tutti i possibili margini di errore che derivano da questo complesso sistema elettorale).

La nuova legge elettorale prevede un sistema misto in cui un terzo dei deputati e dei senatori sarà eletto in collegi uninominali e i restanti due terzi con metodo proporzionale e in listini corti, formati cioè da massimo quattro nomi per ogni partito.

Alla Camera su 630 deputati, 232 seggi saranno assegnati in collegi uninominali, mentre 386 saranno ripartiti su base nazionale in collegi plurinominali, 12 sono riservati alla circoscrizione Estero. Al Senato su 315 senatori, 116 saranno assegnati in collegi uninominali, 193 ripartiti su base regionale in piccoli collegi plurinominali, 6 nella circoscrizione estero.

Il voto disgiunto non è possibile: se si sceglie ad esempio un candidato del centrosinistra all’uninominale non sarà possibile votare per il centrodestra al proporzionale.

*Nota metodologica: queste proiezioni sono state effettuate su una ricostruzione dei principali sondaggi ad oggi disponibili (assumendo quindi che ogni partito ottenga a livello nazionale un risultato pari a quello previsto dalla media dei sondaggi). I candidati dati per “eletti” sono stati evidenziati in verde, quelli in bilico, in giallo.

Alla luce delle numerose pluricandidature (il Rosatellum consente fino a 5 candidature nel plurinominale) i candidati dati per “eletti” vengono riportati in verde tutte le volte che compaiono. Di conseguenza chi sarà eletto in più di un collegio è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio.

Per questo motivo sono stati evidenziati in verde (o in giallo se in bilico) i secondi (o eventualmente terzi) nei restanti collegi.

Particolare attenzione va fatta nel caso in cui le pluricandidature eleggibili possano far scattare l’elezione del candidato che segue in lista.

Per questo motivo, nel file si riportano i seguenti partiti e movimenti: Partito Democratico, M5S, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Liberi e Uguali. Nel file compaiono anche le varie liste minori alleate al Partito democratico (+Europa, Civica popolare, Insieme) e la “quarta gamba” del centrodestra  (Noi con l’Italia) ma non vengono assegnati a loro potenziali seggi supponendo che nessuno di questi supererà lo sbarramento del 3% e che quindi porteranno questi voti in dote sul proporzionale ai maggiori partiti, “in cambio” di alcuni collegi uninominali “garantiti” (come ad esempio Beatrice Lorenzin di Civica Popolare che verosimilmente sarà eletta nell’uninominale di Modena in Emilia Romagna).

 

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