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Statuti dei partiti: le ultime novità, ma non per M5S

In Gazzetta Ufficiale aggiornamenti per Forza Italia, Alternativa Popolare e altri

di Andrea Spuntarelli

Nei giorni scorsi si sono registrate alcune novità sul fronte delle iscrizioni al Registro dei partiti politici previsto dal Decreto Legge 149/2013, testo con cui è stato abolito il finanziamento pubblico delle formazioni. Sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì 10 novembre, infatti, sono stati resi noti i testi aggiornati degli Statuti di Forza Italia, Alternativa Popolare, Federazione dei Verdi, Scelta Civica e Rifondazione Comunista, nei quali vengono indicati nei particolari principi, struttura e organizzazione interna di ogni singolo movimento. A titolo di esempio, Fi si definisce come “una associazione di cittadini che si riconoscono negli ideali propri delle tradizioni democratiche liberali, laiche e riformiste europee”, mentre Ap punta sul suo essere “un partito politico libero e democratico che si ispira ai valori del popolarismo europeo”.

In base a quanto disposto dal DL 149/2013, solo i partiti ammessi al Registro possono accedere alle forme di contribuzione indiretta ora consentite, come le erogazioni liberali (con detrazione fiscale) da parte di privati cittadini e la destinazione volontaria del due per mille dell’Irpef. La verifica della conformità alla legge degli statuti delle formazioni politiche, e dunque la loro inclusione nel Registro, spetta a una Commissione di garanzia composta da cinque magistrati, designati dai Presidenti di Corte dei Conti, Corte di Cassazione e Consiglio di Stato. Non solo le regole fondamentali dei movimenti, ma anche ogni loro modifica dev’essere sottoposta alla Commissione e in seguito (se ritenuta legittima) pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Scorrendo l’elenco delle formazioni attualmente incluse nel Registro, si nota la presenza di tutti i principali soggetti del panorama italiano, a eccezione del Movimento 5 Stelle, che dispone tuttora di un “Non Statuto” per marcare le proprie differenze con il resto dei partiti “tradizionali”. In vista delle Politiche del prossimo anno, sarà importante vedere se arriverà in porto l’esame del Disegno di legge all’attenzione della Commissione Affari Costituzionali del Senato, mediante il quale si intende attuare l’articolo 49 della Costituzione per favorire una maggior trasparenza nelle attività delle formazione politiche.

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