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Focus Europa. Efficienza energetica edifici: si aggiornano le norme

Si attende voto entro aprile. Investimenti BEI su economia circolare, report su IEA

di Stefano Consonni

Secondo uno studio che esponiamo meglio di seguito la roadmap contenuta nel World Energy Outlook dell’International Energy Agency porterebbe gli Stati ad investire ancora troppo nei combustibili fossili. Tanto da venir meno ai famosi accordi di Parigi.

Le news di questa settimana su: Efficienza energetica degli edifici, economia circolare, studio su World Energy Outlook. Buona lettura!

  • Secondo le norme in vigore, a partire dal 1° gennaio 2021 tutti i nuovi edifici nell’UE dovranno consumare una quantità di energia molto ridotta per quanto riguarda riscaldamento, condizionamento e acqua calda. Le norme attuali introducono anche una certificazione energetica degli edifici che permette a proprietari e inquilini di confrontare e verificare la prestazione energetica.

Nel corso della sessione plenaria di aprile gli eurodeputati voteranno per aggiornare queste norme già concordate con il Consiglio. Tra i cambiamenti principali:

  • Gli stati membri dovranno predisporre delle strategie nazionali a lungo termine per favorire le ristrutturazioni, in modo che entro il 2050 tutti gli edifici nell’UE abbiano un consumo energetico quasi pari a zero.
  • Adozione di misure per incoraggiare l’utilizzo di tecnologie intelligenti per ridurre il consumo di energia.
  • Obbligo di installare punti di ricarica per le auto elettriche nelle aree destinate ai parcheggi degli edifici di nuova costruzione.

Bendt Bendtsen, deputato danese del Partito popolare europeo e relatore del provvedimento, ha dichiarato: «Abbiamo dato agli Stati membri la cassetta degli attrezzi per rendere appartamenti e abitazioni più efficienti sul piano energetico per il futuro».

  • Martedì 3 aprile la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha firmato un prestito di 49,3 milioni di dollari (40 milioni di euro) con Kemira Oyj, società chimica internazionale con sede in Finlandia. Il prestito è stato reso possibile dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) lanciato dalla BEI e dalla Commissione europea per rafforzare la competitività dell’economia UE.  L’azienda finlandese utilizzerà il finanziamento per incrementare i propri investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione del settore chimico. L’obiettivo del progetto è lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie per l’industria della cellulosa e della carta, il trattamento delle acque reflue urbane e industriali e per l’industria mineraria. Il programma di ricerca e sviluppo sarà implementato nell’attuale centro di ricerca di Kemira, situato a Espoo, in Finlandia.
  • Un nuovo report pubblicato giovedì 5 aprile da Oil Change International e dall’Institute For Energy Economics and Financial Analysis rileva che il New Policy Scenario (NPS) dell’International Energy Agency (IEA), comunemente usato come punto di riferimento per le politiche e gli investimenti energetici, prevede un aumento importante nel consumo di petrolio, gas e carbone che porterebbe i Governi a non rispettare gli Accordi di Parigi.

Il report evidenzia che:

  • Il New Policy Scenario prevede la combustione di una quantità tale di risorse fossili che il target di limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi potrebbe rivelarsi non raggiungibile già nel 2022 e quello di non superare i 2 gradi entro il 2034.
  • Gli investimenti in Oil&Gas raccomandati dall’NPS per il periodo 2018-2040 (tra 11,2 e 13,8 trilioni di dollari) sono incompatibili con gli obiettivi di Parigi.

Greg Muttitt, Research Director di Oil Change International, ha dichiarato: «L’International Energy Agency promuove una visione del futuro in cui il mondo rimane dipendente dai combustibili fossili. Inoltre i 30 Paesi membri dell’IEA hanno firmato gli Accordi di Parigi, quindi l’Agenzia dovrebbe aiutarli a raggiungere gli obiettivi climatici, non a frenarli».

Oltre al New Policy Scenario, l’IEA fornisce anche un Sustainable Development Goals (SDS) che mira a descrivere un percorso coerente con le finalità di sviluppo sostenibile. Anche in questo caso, seppur i target relativi alle emissioni sono più ambiziosi di quelli contenuti nel NPS, non sono sufficienti per centrare gli obiettivi di Parigi.

  • Le emissioni nell’ambito della SDS superano il limite di 1,5 gradi entro il 2023 e quello di stare sotto i 2 gradi entro il 2040.
  • Gli investimenti in Oil&Gas raccomandati da SDS sono superiori di più del 70% di quelli compatibili con il raggiungimento dei target della COP 21.